Cgil curva sud
Forse l’ho già raccontata. Una quindicina di anni fa presi il treno per andare a vedere un Torino-Milan. I vagoni erano pieni di tifosi rossoneri. A Porta Nuova mi trovai circondato da due cordoni di poliziotti in tenuta da battaglia che costringevano tutti a seguire un percorso obbligato. Accanto a me c’era una signora anziana, sperduta. Come un boy scout la presi sotto il braccio, mi avvicinai ai poliziotti e chiesi “permesso”. Se non ci fossi stato io probabilmente si sarebbe ritrovata in curva. I tifosi delle squadre ospiti vengono chiusi in zone che in certi stadi sono vere e proprie gabbie. Alla fine della partita devono aspettare almeno un’ora prima di uscire, poi vengono stipati sui bus e scortati fuori dalla città. Ma è vita, questa? Poi, sabato, ho guardato i pensionati della Cgil, strappati a una canna da pesca e costretti a passare la loro vecchiaia viaggiando di notte per ingrossare le fila di una manifestazione e ho pensato che nella vita c’è sempre chi sta peggio di un altro.
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