L’euro vola (fuori dalle tasche)

Di Fabio Cavallari
11 Dicembre 2003
“Vite normali all’epoca del salario europeo”

Nicola è un operaio a 950 euro al mese, abita in un bilocale di 55 mq che gli costa 600 euro. La rata della macchina gli porta via altri 200 euro. Per mangiare e vestirsi deve arrangiarsi con i rimanenti 150 euro. Ha bandito vacanze e pizzerie da tempo. Mimmo, operaio, ha una casa di proprietà, è sposato con un figlio. Il suo salario, gonfiato dagli assegni famigliari, raggiunge i 1.000 euro. Detratte le spese fisse (circa 250 euro) può gestirsi la bellezza di 750 euro. Anche lui però è monoreddito e oltre alle cure per il pargolo (circa 400 euro) deve curare una grave patologia che gli limita la deambulazione. A conti fatti, alla fine del mese ha circa 250 euro per vivere. Una volta al mese, Mimmo e Nicola si ritrovano per fare una “lussuosa” colazione al bar. Due brioches, un caffè ed un cappuccino: 3,50 euro. Fabio è il “ricco” del gruppo (1.140 euro al mese), è impiegato e ha una casa di proprietà. La moglie, lavorando (part-time), alza le entrare famigliari fino a 1800 euro. A parte le spese di gestione di casa, non ha altri costi fissi. Tabagista non pentito, accanito lettore, acquista almeno due quotidiani al giorno e tre libri al mese. Come tutti i “ricchi” è un gran risparmiatore (taccagno), va dal parrucchiere due volte l’anno, non compra vestiti, se non di sottomarca, e non fa mai più di 10 euro di benzina. Questi tre amici non alimentano il meccanismo del consumo e non fanno girare l’economia, ma nel frattempo l’euro vola.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.