Eugenetica dietro l’angolo

Di Tempi
15 Gennaio 2004
Sono stato interpellato dal mio ospedale

Sono stato interpellato dal mio ospedale perché l’Asl era in dubbio se autorizzare il rimborso delle spese sanitarie ad una coppia che intendeva recarsi all’estero per una diagnosi pre-impianto. Un centro privato lombardo aveva loro suggerito di recarsi in Belgio per eseguire la fecondazione in vitro ed escludere la Corea di Hungtington, prima di impiantare l’embrione in utero. Questa rara malattia è una forma di demenza, a trasmissione genetica, che può manifestarsi nella quarta o quinta decade di vita.
La moglie di Woody Guthrie, il grande musicista americano morto con la Corea di Hungtington, quando seppe che era stato inventato il test prenatale per individuare questa malattia disse: «Peccato! Se questo fosse stato possibile prima, la musica di mio marito non ci sarebbe». Dato che i mezzi di diagnosi del bambino ancora in utero diventano ogni giorno più sofisticati, non solo possiamo vedere anomalie, malformazioni o problemi clinici già in essere, ma possiamo persino vedere le predisposizioni, cioè tendenze a malattie che si manifesteranno molto tardi nella vita.
Lo studio sequenziale del Dna nei singoli cromosomi ha spalancato oggi possibilità che un tempo non avremmo neppure immaginato. Attraverso gli esami genetici possiamo identificare la predisposizione negli individui che svilupperanno un tumore fra i 50 e i 60 anni oppure i soggetti che manifesteranno ad una certa età l’ipertensione arteriosa. Lo studio dei geni BRCA1 e BRCA2 individua, nel genere femminile, chi potrà eventualmente ammalarsi di tumore al seno o di tumore all’ovaio. Si può già intravedere nel feto il gene del morbo di Alzheimer, che porterà la demenza senile nella quinta o sesta decade di vita. Dovremo forse eliminare i soggetti riconosciuti portatori di queste malattie?
Gli spartani non avevano ancora certo inventato la diagnosi prenatale, però avevano deciso di eliminare i neonati che apparivano loro incapaci di diventare nel futuro dei bravi soldati o di generare poi altri soldati.
«Questo è l’unico popolo della Grecia antica» ha scritto il genetista Lejeune «che sistematicamente abbia praticato questo spietato eugenismo. Di tutte le città della Grecia, Sparta è anche l’unica a non aver lasciato all’umanità né un poeta, né uno scienziato e nemmeno i resti di qualche monumento. Forse gli spartani, senza saperlo, eliminando i loro neonati imperfetti o troppo fragili, hanno ucciso i loro musici, i loro artisti, i loro filosofi?».

Luigi Frigerio

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