I rischi della procreazione assistita
Maggiore probabilità di nascite premature, neonati sottopeso, danni cerebrali, handicap motori. Il tutto dipendente non dalla tecnica della fecondazione assistita in quanto tale, ma dalla maggiore ricorrenza di parti gemellari e plurigemellari che ad essa si accompagnano: nonostante il tentativo di far passare la procreazione assistita per una tecnica moderna e sicura di riproduzione, i problemi che essa comporta per la salute dei neonati sono noti da tempo.
Studi ampi e rigorosi come quello dell’università di Uppsala (Svezia) apparso su Lancet del febbraio 2002 e quelli illustrati su Pedriatic Research (pubblicazione ufficiale delle principali società pediatriche internazionali, n. 52:136) e Acta Pediatrica (mensile svedese di prestigio mondiale, n. 91:1.149-50) nel corso del 2002 confermano che i bambini “figli della provetta” presentano un tasso di disordini neurologici triplo rispetto al resto della popolazione. Ciò dipende dalla pratica dell’impianto di più embrioni nell’utero per avere maggiori probabilità di successo della gravidanza, che sfocia in un maggior numero di gravidanze gemellari e plurigemellari e quindi di neonati immaturi e sottopeso, maggiormente suscettibili di menomazioni.
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