Ezio Mauro (e dintorni)

Di Tempi
29 Gennaio 2004
Se non c’è verità, come ci insegna il tuo filosofo di riferimento, che verità c’è nella tua ricorrente postura di moralizzatore in perenne pendolo di Focault tra il “resistere” e l’“insorgere”?

Se non c’è verità, come ci insegna il tuo filosofo di riferimento, che verità c’è nella tua ricorrente postura di moralizzatore in perenne pendolo di Focault tra il “resistere” e l’“insorgere”? Il tuo fondatore ha appena scritto che Berlusconi non dice altro che menzogne. Ma che verità ha la denuncia del tuo giornale, un giornale di opposizione che invece di aiutare l’opposizione a entrare in Europa con la sinistra riformista europea, seguita a reggere il moccolo del “partito dell’associazione magistrati” e a dare ampio risalto ad ogni stormir di foglia che dia fuoco alle polveri del conflitto sociale? Per questo lavoro non c’è già L’Unità di Furio Colombo? D’accordo, non si può essere generosi quando si è al timone di Repubblica, lo sappiamo. D’accordo, il tuo fondatore ti ha insegnato ad essere amico dei potenti, non lo dimentichiamo. Repubblica è fatta così. Fu con Enrico Berlinguer quando si trattò di usare i comunisti contro la concorrenza e portarli poi su posizioni radical-giacobine. Fu con Ciriaco De Mita, quando non c’era un posto in Italia, che non fosse controllato dal peggio clericale e clientelare della Dc. Per il resto sei professionale, lo ammettiamo. Sei un debenedettiano perfetto, col libro del costume cosmopolita e il moschetto della finanza creativa. Soprattutto, come dice il tuo filosofo di riferimento, ti tocca fare il testimonial di quelli che detestano l’Italia popolare. Come dice infatti il tuo filosofo di riferimento Umberto Galimberti? Dice che «un buon cristiano non può essere un buon cittadino». Dice che «c’è una profonda affinità culturale tra chiesa e destra fascista». Ecco la pulsione totalitaria che governa Repubblica. Sono trent’anni che vi battete perché il popolo scompaia sotto le presunta superiorità, antropologica e morale, della vostra élite. Oggi vi riempite la bocca di “rispetto delle regole”, “etica”, “legalità”. In realtà dietro le vostre parole c’è il vuoto. Il vuoto di ricchi, un po’ razzisti, che abitano il nulla. E che immaginano di riempire il nulla con idoli e oppio. Per il popolo, s’intende. La Repubblica andando, sempre a braccetto col potere.

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