Gli Usa voglioni una sanità privata
Fraintendimenti, luoghi comuni, previsioni sbagliate sono quasi sempre moneta corrente allorché gli europei dirigono lo sguardo sulle vicende socio-politiche statunitensi. L’ultimo esempio attiene le primarie del partito Democratico per la nomination presidenziale: tutti in Europa si aspettavano che il voto dello Iowa avrebbe incoronato il pacifista Howard Dean (in Italia uno dei settimanali più quotati in materia di politica estera, il filo-No global Internazionale, se ne è uscito con una copertina titolata “Lo sfidante” e foto-poster di Dean tre giorni prima del voto), invece gli elettori democratici hanno preferito di gran lunga il veterano del Vietnam John Kerry. Ma anche su altre materie gli equivoci clamorosi non mancano: vedi il caso del rapporto fra gli americani e la loro sanità, riservata ai detentori di assicurazioni private, che si sarebbe degradato fin quasi al punto di rottura. Balle: gli americani sono molto critici circa alcuni aspetti del loro sistema sanitario, e uno dei temi su cui si deciderà la contesa presidenziale sarà sicuramente la riforma di Medicare, il programma di assicurazione malattia più importante del sistema americano sulla cui estensione Bush e i democratici hanno idee diverse. Ma i cittadini statunitensi che vorrebbero che il loro paese abbandonasse il sistema incentrato sulle assicurazioni private per passare ad un sistema di “tipo europeo”, cioè gestito direttamente dallo Stato, sono una minoranza: non più del 38 per cento, contro una maggioranza del 57 per cento che vuole mantenere il sistema attuale. Nemmeno fra gli elettori democratici un’eventuale statalizzazione della sanità incontra un consenso maggioritario: su 100 ce ne sarebbero 50 contrari, 46 favorevoli e 4 indecisi.
Altro mito da sfatare è quello di un alto tasso di insoddisfazione degli americani nei confronti della loro sanità: la percentuale di statunitensi che giudicano il sistema sanitario Usa “in crisi” o “affetto da gravi problemi” è circa lo stesso che si registra in paesi a sistema di tipo europeo come Canada e Regno Unito (68% contro il 64 ed il 67 rispettivamente). E nonostante i giudizi critici la qualità generale della sanità statunitense è giudicata positivamente: il 60% la considera “eccellente” o “buona”, il 40% “appena sufficiente” o “scarsa”. Il 79% degli americani si lamenta per il costo eccessivo della sanità; il 25% ritiene che il problema numero uno sia la difficoltà di accesso alle cure (che riguarda principalmente i circa 35 milioni di persone non assicurate); il 59% ritiene che sia responsabilità del governo federale far sì che tutti gli americani abbiano una copertura sanitaria. Ma da queste lamentele e critiche non discende una volontà unanime di pubblicizzazione del sistema, anzi risulta predominante la posizione opposta: la maggioranza degli americani è dotata di assicurazione sanitaria ed è soddisfatta del servizio, una riforma in direzione del modello europeo andrebbe a scapito della qualità.
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