Un lusso naturale
Il nuovo lusso è “bio-etico”, cioé attento a non danneggiare la natura. «Nel settore dell’abbigliamento è sempre meno l’interesse per il lusso, il clamore e l’ostentazione», afferma Angelo Uslenghi, esperto consulente del settore tessile. «Al contrario, si cominciano a preferire prodotti realizzati secondo criteri attenti all’ambiente». In Giappone e negli Usa, esistono già alcune “elite” di consumatori seguaci di una nuova tendenza, del “bio-luxury”, o “lusso biologico”. Si tratta di consumatori esigenti disposti a spendere molto. Acquistano solo borse, accessori e capi d’abbigliamento contraddistinti da speciali etichette che garantiscano l’origine di ogni prodotto. Ormai per giudicare la qualità di un abito non basterà più considerare l’aspetto estetico, o il prezzo. Materie prime impiegate e processi produttivi seguiti saranno i veri tratti distintivi di un prodotto di qualità. Anche il nostro paese, da sempre attento a valorizzare ogni nuova esigenza di mercato, sembra mostrare attenzione verso la bio-luxury. Dall’autunno/inverno 2004/2005, per esempio, alcuni marchi italiani come Bagutta, linea di camicie, Napapijri, marchio sportswear, e Versace Sport, linea sportiva della nota maison, presenteranno – tra i primi nel mondo – capi realizzati con Ingeo, una nuova fibra ricavata dal mais in maniera totalmente eco-compatibile, oltre che riciclabile al 100%.
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