Pagati per far niente

Di Bracalini Paolo
29 Gennaio 2004
Già li chiamano “i praticanti con la Mercedes”.

Già li chiamano “i praticanti con la Mercedes”. Porteranno a casa 18mila euro al mese senza fare un bel niente. Dal primo maggio, con l’ingresso dei dieci nuovi paesi nell’Ue, ci saranno dieci nuovi commissari in più. Tutto a posto: stipendio da nababbi, auto blu e personale a disposizione. Tranne un particolare: non avranno un lavoro. Il mandato dell’attuale Commissione europea, infatti, scadrà solo il 31 ottobre. Fino a quel giorno i nuovi commissari senza lavoro dovranno inventarsi qualcosa da fare. «Nessuno sa bene come», dice un diplomatico di un paese entrante. «In ogni caso, sarà difficile metterli a fare fotocopie». A testa, per sei mesi, fanno più di 100 mila euro. Che poi, in paesi ex-comunisti come Lettonia o Lituania, dove il reddito pro capite annuo non supera i 4 mila euro, sono cifre da capogiro. Un imbarazzante esempio delle difficoltà dell’allargamento ad Est. Non sanno ancora dove mettere i nuovi funzionari, né se avranno un portavoce o dovranno invece arrangiarsi con gli impiegati del loro ufficio (peraltro, più piccolo degli altri). Parecchi problemi, insomma. «Ma con quella busta paga», dice un maligno, «non credo che perderanno il sonno a pensarci su».

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