La giunta di Confindustria

Di Tempi
19 Febbraio 2004
Cari 165 imprenditori grandi elettori del nuovo presidente di Confindustria

Cari 165 imprenditori grandi elettori del nuovo presidente di Confindustria: vero che non accetterete che siano altri a decidere in vece vostra chi sarà il successore di Antonio D’Amato? Da quanto ci risulta, in lizza ci sono due candidati: Nicola Tognana, dinamico imprenditore veneto e Luca Cordero di Montezemolo, uomo di nobile casata e cavallino rampante di scuderia Ferrari. Candidati degni entrambi dell’ambita poltrona. Però, strani veleni corrono nell’aria. E la campagna stampa contro il Presidente uscente ne è il segnacolo più inquietante. Risulta anche a voi, ad esempio, che stia tornando alla carica una certa vecchia “razza padrona” di banchieri, editori, imprenditori, nostalgici dei bei tempi di “consociativismo” partitocratico e “concertazione” in stile Cgil? Sapete, con un imprenditore napoletano che avrà pure i suoi difetti, ma che parla schietto ed è un riformista non di facciata, ci eravamo un po’ disabituati alle controfigure in stile Abete. Adesso però, sembra che qualcuno voglia farci ricredere. Eppure D’Amato è stato un Presidente che, ad esempio, ha rilanciato l’università Luiss e dato ali di libertà al Sole 24 Ore, quotidiano di Confindustria e unico giornale oggi in Italia che si può permettere (e si è permesso) il lusso di raccontare con dovizia di particolari la verità sulla colossale frode Cirio&Parmalat. Possibile che adesso ci sia qualcuno che, coltivando la libertà di impresa e di informazione solo per fare e disfare governi (e scatole finanziarie cinesi), vorrebbe convincere voi, cari grandi elettori, a farvi di nuovo ciambellani di quegli antichi poterazzi che fecero e disfecero l’Italia? Chissà, però sarebbe antipatico che, via Antonio D’Amato, uno che un po’ di libertà l’ha coltivata fin dentro la cattedrale del dio denaro, arrivasse un brillante restauratore di Franza o Spagna.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.