Nei cieli minaccia missilistica
Rudolf Adam, vicecomandante del Bnd, il servizio di sicurezza tedesco, ha lanciato l’allarme da Berlino in occasione di un seminario internazionale sul terrorismo la settimana scorsa: Al Qaeda ha in progetto l’abbattimento di aerei di linea con missili terra-aria portatili. Non sarebbe un’iniziativa inedita: già nel novembre 2002 attentatori legati ad Al Qaeda hanno lanciato missili contro un aereo israeliano al decollo dall’aeroporto di Mombasa (Kenya), mancando di poco il bersaglio.
La creatura di Osama Bin Laden non è l’unico gruppo terroristico fornito di questo tipo di armamento: sono almeno 15 nel mondo le organizzazioni che praticano la lotta armata dotate dei cosiddetti “sistemi di difesa aerea portatili”, noti in ambito anglosassone sotto l’acronimo Manpads (Man-Portable Air Defence Systems). Nelle loro mani si trova una quantità imprecisata (ma sicuramente nell’ordine delle migliaia) dei 500-700mila Manpads prodotti nel mondo a partire dagli anni Sessanta. Il più diffuso è il SA-7B, noto anche come Strela-2, creato in Unione Sovietica ma di cui in seguito sono state prodotte varie versioni (cinese, egiziana, pakistana e jugoslava): può colpire da quattro km di distanza e fino ad un’altezza di 2.500 metri; ben 50 mila esemplari di esso sono stati venduti nel Terzo mondo, e dei 5mila finiti in Irak solo un terzo sono stati recuperati. Più potente ma meno diffuso è l’americano Stinger, fornito negli anni Ottanta ai mujaheddin afghani per combattere gli invasori sovietici: ha una gittata di otto km e può colpire il bersaglio fino ad un’altitudine di 3.500 metri. Successivamente la Cia è riuscita a riacquistare solo 70 dei missili che erano stati forniti ai combattenti islamici (una quantità imprecisata fra i 400 e i 900 pezzi). Altro sistema di difesa aerea portatile finito nelle mani sbagliate è l’Igla russo, spesso utilizzato dai guerriglieri ceceni per abbattere gli elicotteri nemici.
Le statistiche relative ad attacchi missilistici a velivoli civili sono ondivaghe, ma la rivista di strategia Jane’s parla di 16 attacchi che hanno causato 186 vittime fra il 1996 ed il 2000, la Fbi recensisce 29 attentati con 550 morti negli ultimi trent’anni. Le compagnie aeree stanno pensando di dotare i loro aeromobili di sistemi difensivi analoghi a quelli dei velivoli militari: razzi civetta e pagliuzze antiradar per attirare i missili su falsi bersagli, ma anche un più sofisticato sistema di difesa laser basato a terra che confonderebbe il sistema di guida a fonte termica dei Manpads. Queste difese verrebbero attivate nei due momenti di massima vulnerabilità: il decollo e l’atterraggio dei velivoli. Speriamo bene.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!