Le storie, le domande

Di Ferrari Anna
19 Febbraio 2004
Luca Doninelli, Tornavamo dal mare, pagine 181. Ed. Garzanti, Euro 13,50.

La vita viene messa a nudo, nei dettagli del presente e del passato, lasciando un’ombra di mistero. I cieli, le luci, le notti, i profumi accompagnano poeticamente lo svolgersi degli avvenimenti, raccontati sapientemente.
Il tema è il rapporto fra una universitaria ventenne, Irene, e la madre Ester, ancora giovane, direttrice di scuola elementare. Madre e figlia vivono il silenzio e la ricerca di dialogo. Talvolta si spalancano fra loro momenti di affetto. Ester ha una salute fragile, disturbi alla respirazione, angoscia, sofferenza. L’unico uomo che Ester ha amato è Fly, autorevole capo rivoluzionario degli anni di piombo, padre di Irene. Le riappare un pomeriggio dopo un ventennio di silenzio e di galera, malato, invecchiato, senza speranza.
Irene intanto prosegue la sua vita fra esami e amici, un po’ cinica sul presente e sul passato, incapace di provare compassione. Con Ester vive momenti difficili e cupi, ed altri in cui qualcosa si scioglie fra loro, rendendole allegre e amiche.
Quando Fly sta morendo, Ester corre ad assisterlo insieme a Irene e ai compagni, fra cui Teodor, lo studente albanese con cui si è fidanzata.
Importante la descrizione dell’attesa notturna del treno dei due giovani.
Resta però alla fine della lettura l’impressione di una tristezza struggente riguardo alle persone ed alla storia.

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