Caro Presidente Ciampi,
Caro Presidente, come Lei ricorderà, lord Hutton è quell’autorità terza che è stata chiamata a dirimere il caso Bbc-Blair. Nel contenzioso in questione, il suo verdetto ha prodotto le immediate dimissioni di giornalisti che avevano calunniato il premier britannico e che, sulla base di un’informazione non veritiera, avevano procurato disorientamento e confusione nell’opinione pubblica inglese. Bene.
In Italia sono mesi che i sindacati sono sul piede di guerra e che, in materia di riforma della scuola e dell’università italiana, divulgano notizie che hanno creato grande sconcerto e grave apprensione tra insegnanti, studenti e genitori. Ci risulta che alcune forze sindacali abbiano addirittura invitato i loro iscritti a boicottare in ogni modo le riforme della scuola e dell’università approvate dal Parlamento italiano. Certo è che per il 28 febbraio e il 5 marzo prossimi, Cgil, Cisl e Uil hanno indetto due giornate di mobilitazione per chiedere il ritiro immediato dei decreti attuativi di tali riforme, in quanto, secondo i sindacati, distruggono il sistema dell’istruzione pubblica in Italia.
Ora, caro Presidente, siccome noi sappiamo che una cosa è l’esercizio del dissenso, altra è la pratica della calunnia e della menzogna, vorremmo sapere da Lei se è il ministro Moratti che mente e dissimula o, come sosteniamo anche noi in queste pagine, sono i sindacati e tutta una certa corte di politici interessati gli autori e i diffusori di falsità che procurano grande allarme e smarrimento nell’opinione pubblica italiana. Considerata la situazione di confusione in cui si trovano insegnanti, studenti e genitori italiani, pensiamo che un pronunciamento del Capo dello Stato, per definizione garante dell’unità nazionale ed estraneo a interessi di parte, sarebbe un bel servizio reso ai cittadini. Non solo. In materie così importanti per la vita di un popolo, come l’istruzione e l’educazione delle giovani generazioni, siamo persuasi che una Sua parola chiara e autorevole sia oggi indispensabile per favorire la ripresa di un dialogo da cui dipende il futuro del nostro Paese. Grazie.
Caro Presidente, come Lei ricorderà, lord Hutton è quell’autorità terza che è stata chiamata a dirimere il caso Bbc-Blair. Nel contenzioso in questione, il suo verdetto ha prodotto le immediate dimissioni di giornalisti che avevano calunniato il premier britannico e che, sulla base di un’informazione non veritiera, avevano procurato disorientamento e confusione nell’opinione pubblica inglese. Bene.
In Italia sono mesi che i sindacati sono sul piede di guerra e che, in materia di riforma della scuola e dell’università italiana, divulgano notizie che hanno creato grande sconcerto e grave apprensione tra insegnanti, studenti e genitori. Ci risulta che alcune forze sindacali abbiano addirittura invitato i loro iscritti a boicottare in ogni modo le riforme della scuola e dell’università approvate dal Parlamento italiano. Certo è che per il 28 febbraio e il 5 marzo prossimi, Cgil, Cisl e Uil hanno indetto due giornate di mobilitazione per chiedere il ritiro immediato dei decreti attuativi di tali riforme, in quanto, secondo i sindacati, distruggono il sistema dell’istruzione pubblica in Italia.
Ora, caro Presidente, siccome noi sappiamo che una cosa è l’esercizio del dissenso, altra è la pratica della calunnia e della menzogna, vorremmo sapere da Lei se è il ministro Moratti che mente e dissimula o, come sosteniamo anche noi in queste pagine, sono i sindacati e tutta una certa corte di politici interessati gli autori e i diffusori di falsità che procurano grande allarme e smarrimento nell’opinione pubblica italiana. Considerata la situazione di confusione in cui si trovano insegnanti, studenti e genitori italiani, pensiamo che un pronunciamento del Capo dello Stato, per definizione garante dell’unità nazionale ed estraneo a interessi di parte, sarebbe un bel servizio reso ai cittadini. Non solo. In materie così importanti per la vita di un popolo, come l’istruzione e l’educazione delle giovani generazioni, siamo persuasi che una Sua parola chiara e autorevole sia oggi indispensabile per favorire la ripresa di un dialogo da cui dipende il futuro del nostro Paese. Grazie.
Ps: Nel pregare i nostri lettori di farsi latori di questa missiva (via lettera, indirizzandola al “Presidente Carlo Azeglio Ciampi, Presidenza della Repubblica, Palazzo del Quirinale – 00187 – Roma”; o via e-mail, recuperando il testo della presente in dev.tempi.it, editoriale di Tempi, numero 9, 26 febbraio, e inviandolo a: presidenza.repubblica@quirinale.it), li informiamo del fatto che mercoledì 21 gennaio 2004 la Commissione Europea, presentando una comunicazione sull’implementazione delle linee guida concernenti lo sviluppo della politica economica 2003-2005 (“2003-2005 Bepgs”), a pagina 74, dove la Commissione giudica specificatamente i risultati italiani in materia di riforme politico-economiche, relativamente alla cosiddetta “economia della conoscenza”, afferma che: «Questa è stata trattata in modo completo e le opportunità e le raccomandazioni sono state pienamente accolte e seguite. In particolare, la scuola primaria e secondaria è stata oggetto di riforma e diversi provvedimenti sono stati adottati per stimolare ricerca e innovazione», nell’ottica del raggiungimento degli obiettivi posti dal processo di Lisbona.
Ps: Nel pregare i nostri lettori di farsi latori di questa missiva (via lettera, indirizzandola al “Presidente Carlo Azeglio Ciampi, Presidenza della Repubblica, Palazzo del Quirinale – 00187 – Roma”; o via e-mail, recuperando il testo della presente in dev.tempi.it, editoriale di Tempi, numero 9, 26 febbraio, e inviandolo a: presidenza.repubblica@quirinale.it), li informiamo del fatto che mercoledì 21 gennaio 2004 la Commissione Europea, presentando una comunicazione sull’implementazione delle linee guida concernenti lo sviluppo della politica economica 2003-2005 (“2003-2005 Bepgs”), a pagina 74, dove la Commissione giudica specificatamente i risultati italiani in materia di riforme politico-economiche, relativamente alla cosiddetta “economia della conoscenza”, afferma che: «Questa è stata trattata in modo completo e le opportunità e le raccomandazioni sono state pienamente accolte e seguite. In particolare, la scuola primaria e secondaria è stata oggetto di riforma e diversi provvedimenti sono stati adottati per stimolare ricerca e innovazione», nell’ottica del raggiungimento degli obiettivi posti dal processo di Lisbona.
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