In nome di Ninni

Di Tempi
11 Marzo 2004
Mistero.

Mistero. La nota cantante romena Haiducii (è sua la canzoncina che accompagna le sculettate delle Veline a “Striscia la notizia”), ospite a Sanremo, ha dichiarato che, sotto il regime comunista, uno dei pochi momenti di libertà era la trasmissione del Festival. è proprio un mistero, la libertà: si può accendere anche con Pippo Baudo e i Jalisse.

Le pizzette di Robespierre. E dopo gli ukase sui simboli religiosi, la laicissima Francia si interroga su un altro grave problema, per troppo tempo occultato (ad arte) nei cestini e negli zainetti dei suoi figli: la merenda. L’Agenzia per la sicurezza alimentare francese afferma che chi mangia alla ricreazione compie non solo un atto inutile ma potenzialmente dannoso, esponendosi all’obesità infantile. Infuria il dibattito e già immaginiamo giacobini da crackers e da girelle infiammare le folle e invocare Comitati di salvezza gastronomica e scrivere Editti su carte da forno e domopack. Allosanfant, dopo croci, chador e kippah, è il momento di liberarci delle pizzette (in attesa della soluzione finale).

Chiudere gli anni ‘70, ma senza ingiustizie. L’insopportabile spocchia con cui taluni intellettuali alla Erri De Luca difendono un pluriomicida terrorista non pentito rifugiato in Francia è un’offesa alla intelligenza degli italiani ed una crudeltà. Chi ha ucciso paghi, e intanto si discuta di questioni politiche. Altrimenti questi amici del popolo lo spieghino loro alle migliaia di poveracci e di maghrebini in galera per reati anche minori che certuni stanno fuori perché uccidevano, sì, ma in nome loro.

A Palermo una signora, anziana, benvestita, con la retina elegante tra i capelli organizza un concorso di poesia per i ragazzi delle scuole. Lo fa in nome di Antonino Cassarà, un vicequestore ucciso dalla mafia a metà degli anni ‘80, a 38 anni. Lei lo chiama ancora “il mio Ninni”.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.