Giuseppe e la sua famiglia
Il ragazzo che guarda il vento racconta l’esperienza familiare di due cuori aperti e intelligenti, Silvia e Claudio Pozzi, genitori di due figli. L’avventura comincia con l’adozione di un bambino autistico di due anni e mezzo, Giuseppe, che oggi ha ventidue anni. Gradualmente Giuseppe viene condotto presso esperti, inserito in strutture scolastiche e sociali adeguate, aiutato a crescere, interagire, capire. Non sempre è disciplinato, spesso le sue azioni provocano disastri. Ma l’unità fra Silvia, Claudio e i figli gli insegnano a vivere. Mentre tutta la famiglia cresce nel confronto serio con gli amici, i medici, gli assistenti sociali ecc. Il realismo e la crudezza delle circostanze, obbligano più volte Silvia e Claudio a prendere decisioni drammatiche, ma i due restano instancabili. Non porteranno Giuseppe alla normalità, ma a saper stare con gli amici, a spiegarsi, ad affezionarsi.
Alda Vanoni, presidente dell’associazione “Famiglie per l’Accoglienza”, dice nella postfazione che «solo un cuore forte e sicuro può portare con ilare lievità una vicenda come quella di Giuseppe». Quel cuore che il patriarca di Venezia, Angelo Scola, nella presentazione esorta a cambiare, per cambiare la società.
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