Alternanza alla greca

Di Rodolfo Casadei
19 Marzo 2004
Undici anni consecutivi di governo dei socialisti del Pasok

Undici anni consecutivi di governo dei socialisti del Pasok hanno regalato alla Grecia l’ingresso nell’euro, una crescita economica continua ed apprezzabile (più 4% lo scorso anno, una media del 2,5% nell’ultimo decennio), la distensione nei rapporti storicamente burrascosi con la Turchia. Eppure dieci giorni fa gli elettori greci hanno dato il benservito al governo uscente e plebiscitato Nuova Democrazia, l’opposizione di centrodestra. Perché? «Perché la Grecia merita di più», hanno risposto gli elettori interpellati dai perplessi inviati della stampa internazionale.
Effettivamente, la Grecia di Costas Simitis e di George Papandreu, il primo ministro uscente ed il ministro degli esteri che avrebbe dovuto succedergli se i socialisti avessero rivinto, ha fatto bene ma non benissimo: 23 anni dopo l’ingresso nell’Unione Europea, il reddito pro capite greco è inferiore di quasi il 27% al reddito medio europeo e il paese è penultimo nella classifica dei redditi, avendo superato soltanto il Portogallo; il sistema amministrativo resta uno dei più inefficienti e clientelari d’Europa: si calcola che nei ministeri e nelle imprese di Stato operino quasi 10mila consulenti, tutti parenti e amici dell’apparato del Pasok. Non è un caso che la preparazione dei Giochi Olimpici, in programma nella seconda metà del prossimo mese di agosto, risulti gravemente in ritardo: il vincitore delle elezioni, il nuovo primo ministro Costas Karamanlis, ha deciso di attribuirsi il portafoglio dello Sport per tentare di recuperare il tempo perduto. Papandreu era perfettamente consapevole dello scontento nell’opinione pubblica, al punto che socialisti e centrodestra hanno finito per presentarsi alle elezioni con programmi in buona parte coincidenti: governo più leggero, accelerazione delle privatizzazioni, minore pressione fiscale sulle imprese, espansione del welfare nell’ambito della salute e dell’educazione. Evidentemente gli elettori hanno giudicato su questa piattaforma più credibile il partito di opposizione.

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