Lezioni d’inglese
La Gran Bretagna rappresenta, da circa un decennio, l’unica anomalia in positivo della scena politica ed economica europea. Se infatti i dati macroeconomici sembrano incoronare la politica di Tony Blair, sia per quanto riguarda la crescita del pil reale (+2,22%) sia per quanto riguarda la crescita dei consumi privati (+3,39%), è la solidità e la speditezza dell’azione riformatrice a rappresentare il discrimine tra Londra e altre realtà relativamente emergenti come Dublino e soprattutto Madrid. Particolare importanza riveste in tal senso la riforma del sistema universitario, varata lo scorso gennaio e destinata a rivitalizzare l’intero settore educativo attraverso dinamiche di maggior collaborazione tra pubblico e privato, basate soprattutto su spin-off creati dalla partnership tra ricerca universitaria e mondo del business. Attualmente le tasse universitarie in Gran Bretagna ammontano a 1.125 sterline l’anno, cifra che adesso potrà essere elevata fino a 3mila, differenziata per ogni corso di studi. Gli studenti, però, non pagheranno nulla all’inizio del loro percorso formativo: le tuition fees, (le tasse d’iscrizione) infatti, si tramutano con la riforma in una sorta di prestito d’onore ripagabile dopo la laurea e quando si guadagneranno almeno 15mila sterline l’anno. Unico vincolo, il prestito dovrà essere restituito nella misura minima del 9% all’anno. Con la riforma gli studenti più poveri pagheranno 1.200 sterline in meno rispetto a quelli provenienti da ceti medio-alti. Inoltre sono previsti esoneri dal pagamento (la famiglie con un reddito annuo inferiore a 30mila sterline sono esentate dal pagamento), sovvenzioni (da quest’anno le famiglie con un reddito annuo inferiore a 21.185 sterline avranno una sovvenzione di 1.000 sterline, che diventeranno 1.500 dal 2006) e borse di studio (le università che vogliono aumentare le loro tasse di iscrizione dovranno infatti garantire borse di studio da 300 sterline per gli studenti meno abbienti). Di più, chi nonostante la laurea non riuscisse a trovare lavoro vedrà il proprio debito cancellato dopo 25 anni. Dello stesso beneficio, inoltre, usufruiranno anche i laureati che, da lavoratori, percepiranno redditi bassi. Il governo britannico ha calcolato che il tempo medio richiesto per estinguere il debito d’onore contratto dallo studente (con un range che va da un minimo di 14mila sterline a un massimo di 65mila) sarà di circa 18 anni: una sorta di mutuo, ma da pagarsi gradatamente e con laurea e lavoro in tasca. Unitamente va ricordato il piano “14-19 Reform”, pubblicato all’inizio di febbraio e destinato a rivedere drasticamente i criteri di organizzazione della scuola secondaria, a partire dalla possibilità degli studenti di frequentare la classe per cui sono realmente portati a prescindere dall’età per finire con l’ipotesi di ripartizione delle classi in base alle capacità degli studenti al fine di evitare rallentamenti dei più bravi e ritmi troppo sostenuti per i meno dotati. Ma anche il comparto della Pubblica Amministrazione non sembra destinato a dormire sonni tranquilli, visto che il primo ministro britannico ha già reso nota la sua volontà di tagliare fino a 80mila posti di lavoro tra i dipendenti statali per razionalizzare i centri di costo e garantire una copertura informatica di tutti quei servizi che oggi presuppongono spreco di denaro e di risorse pubbliche. Sir Peter Gershon, capo dell’autorità di controllo sull’efficienza del governo, ha infatti stilato un rapporto in cui ha quantificato in 15 miliardi di sterline il taglio possibile e necessario per i civil servants di Whitehall, veri e propri privilegiati del sistema occupazionale britannico con paghe e benefit molto maggiori di quelli della media nazionale.
La sanità, poi, fa registrare un dato che definire in controtendenza con quanto accade in Italia appare limitativo: a soli sei anni dall’entrata in vigore dell’autorità di controllo sulle prescrizioni mediche in seno all’Nhs (National Health System, sistema sanitario nazionale), il tasso di false o inutili ricette rilasciate da medici compiacenti è crollato del 60% garantendo un risparmio netto alle casse statali di 70 milioni di sterline (105 milioni di euro circa). Di più, da quando esiste il Cfsms (l’organo di controllo) sono almeno una decina i medici scoperti, processati e incarcerati per frodi a danno dell’erario: l’ultimo caso nell’aprile 2002.
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