La viltà del quieto vivere
Marina Corradi, “L’ora dei nichilisti”, Avvenire, 14 marzo.
André Glucksmann spiega che all’origine dell’attentato di Madrid c’è il «nichilismo per cui tutto è permesso, uccidere, bruciare, distruggere, qualsiasi cosa pur di fare tabula rasa. Credo che all’origine di quest’onda stia il venir meno della coscienza del male».
“La stanchezza dell’Occidente”, Il Foglio, 16 marzo.
«Il fenomeno profondo con il quale dobbiamo fare i conti è questo: l’Occidente è stanco», mentre i terroristi «continuano a dirci la loro verità eroica: amano la morte più di quanto noi amiamo la vita. Noi vogliamo essere lasciati in pace, loro ci fanno la guerra».
“Ma i militari non vogliono mollare: «Se ce ne andiamo adesso è la fine»”, Il Giornale, 16 marzo.
«Qui c’è bisogno di tutto, se ce ne andiamo è la fine, ha detto il soldato. Stiamo costruendo, si sta andando nella giusta direzione e… andarsene ora non sarebbe giusto».
Emanuela Fontana, “Mio marito è morto a Nassiriya ma non dobbiamo lasciare l’Irak”, Il Giornale, 20 marzo.
Margherita Coletta: «Il terrorismo va sconfitto, e non lo si fa andandosene via».
Commento
Anche l’Europa ha avuto il suo 11 settembre. L’Europa, non la Spagna, perché questo attacco non è una forma dura di lotta politica, ma la dimostrazione che è in corso una guerra contro una civiltà, una cultura che è la nostra, quella “occidentale”. Tre giorni dopo la tragedia, gli spagnoli hanno reagito votando chi sosteneva che dall’Irak bisognasse scappare. Giuliano Ferrara ha commentato questo voto parlando di stanchezza dell’Occidente e ha ragione. La scelta per la resa, infatti, svela come la nostra prima preoccupazione sia, istintivamente, essere lasciati in pace. Il quieto vivere però umanamente non può bastare, perché la nostra civiltà non è un sistema di valori da contrapporre all’ideologia del terrorismo, ma è un insieme di opere e testimonianze che continuano ad affermare ciò per cui tutti noi ci sentiamo fatti: la vita e il bene che in essa troviamo. Così parlano i militari spagnoli: «Stiamo costruendo, si sta andando nella giusta direzione. Andarsene ora non sarebbe giusto». Così accade in Florida: una giovane donna di Genova, dopo aver deciso di far nascere la figlia, nonostante le gravi malformazioni diagnosticatele in gravidanza, tenacemente ha assistito all’operazione di multitrapianto cui è stata sottoposta. Così parla la vedova Coletta, all’indomani della manifestazione arcobaleno, chiedendo agli italiani di rimanere in Irak per continuare il lavoro iniziato: «Mio marito ripartirebbe». è guardando e imitando queste persone che si vince la stanchezza, il nichilismo dei pacifisti e, alla lunga, il terrorismo.
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