Guerra e abisso
Berlusconi s’infuria perché l’Ue dice che l’Italia, dopo che è capitato a Germania e Francia, sfora i parametri di Maastricht. Al di là delle opposte strumentalizzazioni resta il dato: quei parametri non sono stati realistici per fotografare lo sviluppo di molti paesi europei e dei tre più avanzati. Al tempo della loro entrata in vigore non mancarono voci (come quella di industriali come Romiti) che li criticarono come inadeguati. Invece di lanciarsi accuse inutili, occorre tutti puntare di più sullo sviluppo. Non si può difendere lo status quo su pensioni, università, scuola e poi farisaicamente dire che si è fermi. Su questo, il governo dovrebbe dare più slancio e l’opposizione smettere di fare, appunto, i farisei.
Abisso orrido nella storia della bambina di Città di Castello, probabilmente seviziata da un amico della madre, la quale dice di essere stata innamorata proprio di quel tizio. Abisso orrido, e tenerezza infinita per la piccola vittima.
Il Real non passa in Champions e anche il Milan. Peccato. Però vuoi mettere, vederli in campo insieme, nei match che contano i Ronaldo, i Zidane, i Roberto Carlos, i Beckham, i Kakà, i Maldini, Sheva & Co… Non li vedremo, punto e basta, gli strepitosi e superni Dei del pallone: è l’ora dei pedatori onesti e atei.
Berlusconi promette agli industriali di far vincere l’Italia come il Milan. Che si becca 4 pappine in Champions subito dopo. Diceva il poeta: «Non so se il riso o la pietà prevale…»
I marines italiani a Nassiriya sparano. Sì, perché là c’è la guerra, la guerra vera, continua. E anche chi vuol portare un po’ d’ordine e di convivenza civile non può stare imbelle. Sarebbe più comodo un mondo dove non si spara. Ma non c’è mai stato, e non perché le generazioni prima di noi erano più cattive.
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