I fiumi di porpora 2

Di Simone Fortunato
15 Aprile 2004
Due poliziotti indagano su un misterioso omicidio avvenuto in un convento francese.

Pessimo sequel di un anonimo thriller di qualche anno fa e che con questa seconda parte ha ben poco da spartire (eccettuato l’attore protagonista, un sempre più sprecato Jean Reno). La moda dei thriller francesi degli ultimi anni è sempre la stessa: atmosfere gotiche (rifatte al computer), parecchia violenza, un paio di attori di punta, ritmo pubblicitario e script inesistenti. E, in qualche caso – come questo – una spruzzata di blasfemia. Nell’ultimo convento eretico di Francia, si ritrova murato dietro una parete, un cadavere crocifisso. Due poliziotti indagano. Si scopre che ci sono dodici schizzati che pensano di essere gli apostoli al seguito di un barbone che dice di essere Gesù. E che sono perseguitati da un manipolo di nazisti alla ricerca del tesoro del Vaticano trafugato secoli prima. L’ex regista Luc Besson, ha le idee un po’ confuse sia come sceneggiatore che come cinefilo: mescola senza ritegno “I predatori dell’Arca perduta” e “Il signore degli anelli” (da cui riprende persino i costumi per i suoi Angeli dell’Apocalisse) ed una mezza dozzina di horror, senza mai dare plausibilità ad un soggetto volgare e imbarazzante.
Di O. Dahan
Con J. Reno, B. Magimel

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