Al cospetto di tanti Gesù

Di Lorenzo Albacete
15 Aprile 2004
La prima volta che trascorsi il Venerdì Santo fuori dalla cultura ispanica in cui sono cresciuto, rimasi scandalizzato dal fatto che non c’era nessun riconoscimento pubblico di questo giorno speciale

La prima volta che trascorsi il Venerdì Santo fuori dalla cultura ispanica in cui sono cresciuto, rimasi scandalizzato dal fatto che non c’era nessun riconoscimento pubblico di questo giorno speciale. Era un giorno come tutti gli altri. I negozi erano aperti, le strade piene di gente e di traffico, gli impiegati andavano e venivano dai loro uffici, i cinema e i teatri erano affollati come sempre, e radio e televisione offrivano la loro programmazione consueta. Nella cattedrale, nel centro della città, la gente andava e veniva per assistere alla Messa che celebra la passione e la morte di Cristo come se stesse utilizzando la sua pausa pranzo per fare una capatina in chiesa.
Questa volta le cose sono molto diverse. Gesù è ovunque. Il successo registrato dal film di Mel Gibson ha fatto proliferare un enorme numero di storie su Gesù alla radio e alla televisione, in dvd e videocassetta, in libri, giornali e riviste. Ora è entrato in scena un nuovo Gesù: il Gesù “Terminator” alla fine del mondo, ogni parola del quale è annunciata da un raggio di energia fiammeggiante che distrugge tutti i suoi nemici. Questo è il Gesù raffigurato nel libro che è diventato un best-seller lo stesso giorno in cui è stato pubblicato: Glorious Appearing, di Tim La Haye e Jerry B. Jenkins. è l’ultimo di una serie di libri sulla fine del mondo, che inizia con una storia del Rapimento, ossia il giorno in cui gli eletti salvati saranno sollevati in cielo, lasciando tutti gli altri in preda allo sbigottimento e allo stupore. A ciò segue la comparsa dell’Anticristo, che diventa segretario generale delle Nazioni Unite e stabilisce un mondo con una sola nazione (con il proprio quartier generale a Baghdad), una sola lingua e una sola religione. Poi avviene la “gloriosa apparizione” di Gesù Cristo (come si conviene alla visione religiosa protestante, la presenza cristiana nel mondo non è data dalla Chiesa – come in Il padrone del mondo – ma dai singoli credenti).

In realtà, è ormai da più di un anno che abbiamo a disposizione una grande varietà di Gesù tra cui scegliere: il Gesù del presidente Bush, il Gesù gnostico del Codice da Vinci, il Gesù di Gibson, e ora anche il Vendicatore di tutti! Chi ha detto che questa non era “una nazione al cospetto di Dio”? Ma come è stato sottolineato in riferimento al dibattito che si è svolto nella Corte Suprema per il Giuramento di fedeltà alla bandiera, il problema di una nazione al cospetto di Dio è che può nascondere un Dio al cospetto di una nazione.

Felice tempo Pasquale… quello della Chiesa di Gesù, naturalmente!

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