Frutto amaro
Le nuove regole Ue sulla tracciabilità degli alimenti rischiano di mettere in ginocchio la produzione agricola dei paesi del Terzo Mondo. La direttiva europea entrerà in vigore nel gennaio 2005, e imporrà – per tutta la frutta e verdura extracomunitaria in arrivo – una cronistoria di tutte le fasi di produzione, lavorazione e distribuzione: dal seme in avanti. Il rovescio della medaglia? Più sicurezza nei piatti degli europei, ma più barriere protezionistiche soprattutto per i piccoli produttori del Terzo Mondo. La maggior parte dei quali non potrà reggere i costi dell’adeguamento alle nuove norme Ue. Le conseguenze saranno pesantissime per l’occupazione. In Kenya, per esempio, dove l’esportazione di frutta e verdura è una delle due più importanti voci dell’economia nazionale, le aziende agricole impiegano 2 milioni e mezzo di persone. Il rispetto delle nuove norme Ue costerà ad un agricoltore keniota l’equivalente di 1.500 euro. Un patrimonio. «Se non si trova una soluzione – dice al Financial Times Simon Ethangatta, ex presidente del Fpeak (Fresh Produce Exporters Associations of Kenya) –, è inevitabile che il Kenya perderà il 60 per cento del ricavo ottenuto dalla vendita della verdura e il 90 per cento di quello della frutta». Buon appetito.
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