Eurostrabismo

Di Bracalini Paolo
29 Aprile 2004
C’è una sgangherata relazione sui rischi per la libertà di stampa

C’è una sgangherata relazione sui rischi per la libertà di stampa, scritta in tutta fretta e approvata in extremis dal Parlamento europeo nell’ultimo giorno prima dello scioglimento pre-elezioni di giugno, un documento che dovrebbe riguardare il pluralismo dei media nei 25 paesi Ue, ma che per 17 paragrafi si occupa solo di un nome e cognome: Silvio Berlusconi. Qualche sospetto è legittimo. E infatti basta leggere la breve storia della relazione per scoprire l’arcano. Tutto nasce da una proposta di risoluzione del 9 luglio 2003, “Sul rischio di gravi violazioni dei diritti fondamentali di libertà di espressione e di informazione in Italia”, diventata nel giro di pochi mesi e su invito del presidente Pat Cox, una relazione “oggettiva” sulla libertà d’informazione in Europa. Gli autori? Trentasette parlamentari europei in cui figurano tutti i ramoscelli dell’Ulivo e le frange più antiberlusconiane di Strasburgo: tipo (in ordine alfabetico) Fausto Bertinotti, Armando Cossutta, Lucio Manisco, Antonio Di Pietro, Gianni Vattimo, oltre al crucco e noto simpatizzante berlusconiano Martin Schulz. Sorprende, solo in questo caso, il tempismo dei parlamentari europei, molto meno svizzeri quando devono occuparsi dello scandalo Eurostat. Come mai?

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