L’altra morte
Quale Dio è grande
Lo hanno invocato, a gran voce, come garante supremo della morte, i cinque terroristi islamici prima di sgozzare e decapitare Nicholas Berg. E poi – terminato lo scempio – Gli hanno reso grazie.
E, forse, lo ha invocato a gran voce Javed, il diciannovenne cattolico pakistano sottoposto a cinque giorni di inenarrabili sevizie e poi ucciso, perché non voleva rinnegare la sua fede.
Ma solo un mondo confuso e estenuato (o, peggio, connivente) può credere che identica sia la fonte del grido, che sia uguale la grandezza a cui si rende devozione.
Di certo, Dio è uno solo e Dio è grande: ma quale differenza fra una “sostanza” terribile e lontana, senza forma, (di fronte ad un uomo senza alcuna sostanza e tutto plasmato di violenza ed ideologia), ed un volto amico, una Persona vicina alle nostre persone.
E che suggerisce la sua potenza nella bellezza del mondo e della vita, quella vita che Javed ha amato, fino a morirne.
A Messina denunciato noto docente di Giurisprudenza da tre suoi dottorandi: secondo le accuse, il professore li costringeva ad incarichi di facchinaggio, dattilografia e fotocopiatura (quest’ultima – per precisione – di “grammatiche russe”) e, addirittura (qui si sfiora il sublime), di confezionamento di torroncini e limoncelli “artigianali” del docente medesimo.
Meravigliosa allegoria della ricerca in Italia: non siamo più alla frutta, è già l’ora del dessert e dei liquori.
«Non mi piace parlare di spiritualità, sesso e politica. Sono argomenti che dividono, la musica deve unire»: è uno dei cantanti preferiti dai nostri figli, Tiziano Ferro. C’è da toccare il metallo omonimo.
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