Van Helsing
Pasticciaccio brutto di Stephen Sommers, che dopo aver fatto a pezzi il mito cinematografico della mummia con due pessimi remake (“La mummia”, “La mummia – Il ritorno”), riesce a far di peggio con quest’ultimo “omaggio” al cinema horror della Universal. La trama è stolidamente semplice: Van Helsing eroe ambiguo assoldato dalla Chiesa, fa a pezzi tutti i mostri, dal letterario Mr Hyde all’Uomo Lupo, al servo gobbo Igor, fino all’immancabile conte Dracula (l’unico autentico mostro: un sosia del leader degli U2, con gli abiti di Renato Zero). Lo aiutano il mostro di Frankenstein e una bella spadaccina che sembra uscita da un film di Zorro. Sommers, vista la penuria di buone idee ad Hollywood, ha pensato bene di resuscitare i mostri che fecero grande la Universal decenni fa; li ha frullati con l’aggiunta di effetti speciali a misura di supereroi, li ha circondati di un paio di attori di grido e li ha gettati in pasto al pubblico. Il risultato è sconcertante: mancano storia e suggestioni reali, non c’è un briciolo di ironia ed i mostri, da sempre più simpatici degli eroi, sono cartoni bidimensionali e stupidi. Un giocattolo costoso che fa rimpiangere il cinema a basso costo ma con tante idee.
Di S. Sommers, con H. Jackman, K. Beckinsale
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