Per Emanuela

Di Valenti Annalena
20 Maggio 2004
Accade altro, è morta Emanuela, 13 anni,

Accade altro, è morta Emanuela, 13 anni, e tutte le cose che succedono, d’improvviso, misteriosamente, sembra siano sotto lente d’ingrandimento, così che tutto quello che nella vita è bello, importante, acquista ancor più di significato, di senso, di positività, c’entra con tutto, il riso e il pianto di una sorellina, il ricordo e l’amore presente di un’amica, la stupidità che nasconde il pianto di un compagno di classe, e la sua rabbia che cerca una risposta, il dolore e l’abbraccio di un padre e una madre, la dignità e l’unità di un popolo, di una comunità che davvero crede alla vittoria di Cristo sulla morte. E, stranamente!, si capiscono di più quali le cose che non hanno senso, non c’entrano né con la vita né con la morte, non danno senso né all’una né all’altra, come quella scritta urlata su bandiere sventolanti. Pace? Puoi darla? Con le tue mani puoi dare pace a una madre che ha perso sua figlia, se non puoi darla ad Amal, per me la tua pace non vale niente. Ema e il suo cuore di bambina da ricordare con semplici parole. Emanuela è distesa sul letto, sembra la Bella addormentata, suo padre ha voluto per lei, per il suo ultimo viaggio, un vestito da principessa, bianco, lungo, di pizzo e perline, sulle labbra quell’accenno di sorriso che la accompagnava sempre, è davvero bella, «si sarebbe detta un angelo tanto era bella», sembra che dorma, «ella aveva soltanto gli occhi chiusi,… e così dava a vedere che non era morta», così devono aver pensato tutti quelli che le si sono avvicinati e l’hanno baciata, guardando se il petto si sollevava. «La terribile allegoria della Bella addormentata» dice Chesterton, «la quale ci insegna che la creatura umana, benedetta al suo nascere da tutti i doni, ha però la maledizione della morte – ma anche la morte può essere trasformata in un dolce sonno». Così noi che sappiamo che il Paradiso c’é, ci immaginiamo il Nostro Re, su nel cielo, che le si avvicina «la fanciulla non è morta, ma dorme… le prese la mano e la fanciulla si alzò».

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