Massimo Fini
Mangia, mangia bambino mio che ai miei tempi non c’era cibo. Leggi, leggi, bambino mio che ai miei tempi c’erano pochi libri. Copriti, che fa freddo e io lo so, ai miei tempi avevamo pochi vestiti. Così, più o meno, parlano, o parlavano, i nonni ai nipoti. E noi ad ascoltarli a bocca aperta, stupiti che allora non ci fossero vestiti, cibo, libri e, soprattutto, giochi a volontà. Eppure è così. Massimo Fini in Sudditi. Manifesto contro la Democrazia, non solo si appassiona a esporre le imperfezioni dei sistemi democratici, ma – chiarita la stretta connessione tra democrazia liberale e attuale sistema di sviluppo – propone esplicitamente di fare tanti passi indietro ai tempi dei nonni o dei bisnonni. E‚ il rimpianto della perdita dell’età dell’oro, della cacciata da un relativo giardino dell’Eden, quando «nelle società preindustriali e predemocratiche il lavoro non era un valore e i contadini lavoravano per quanto bastava loro, il resto era vita». Chi ha il nonno contadino glielo spieghi, che forse è più saggio mollare il trattore e tornare all’aratro. Un’alternativa potrebbe essere «l’interessante Medioevo sostenibile dei Talebani» dice MF. Burka compreso, I suppose.
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