Autodifesa intellettuale
“Il teorema Berlusconi”, del senatore Sergio Travaglia (Fi), è un prontuario di sopravvivenza democratica, un manualetto di autodifesa intellettuale contro i teoremi che inquinano la vita pubblica italiana. Idee prese per buone perché tutti le dicono, o le scrivono, o le insegnano a scuola. Sedimentate nel linguaggio, figlie del politically correct, ideologia travestita da innocente buon senso. Travaglia ne mette in fila nove, tra le più ricorrenti e tenaci: l’industria che sfrutta i lavoratori e distrugge l’ambiente, gli americani imperialisti che fanno guerre per il petrolio, i sindacati che tutelano i lavoratori, le meraviglie dell’Europa Unita, il regime oppressivo di Berlusconi, e così via. Per poi smontarli pezzo per pezzo, con l’aiuto del dizionario, seguendo un metodo che riprende quello cartesiano («prendere per vere solo le idee chiare e distinte»). Ecco allora i teoremi svelarsi per quel che sono: i sindacati mantenuti dai pensionati, l’Europa della superburocrazia inefficiente, l’ambientalismo reazionario. E infine Silvio Berlusconi. Travaglia cita un dato: nel 1993, un anno prima di creare Forza Italia, Berlusconi a suo carico aveva zero processi penali. Nel 2002: 87 procedimenti penali e 1.561 udienze processuali. Lasciando intendere, questa volta, che per chiamarlo “accanimento giudiziario” non serve il dizionario.
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