Cineproiezionisti
Al Festival di Cannes si gira un film già visto. Il cinema europeo, colto e indigesto, sfida i colossi hollywoodiani. Protagonisti principali, i fondi europei. Ben 11 dei film in concorso quest’anno sono infatti finanziati dal Media-Program dell’Ue, due con i fondi Eurimages. La faccenda non va giù ai produttori di Hollywood, che da sempre lavorano senza nessun aiuto pubblico. Alcune settimane fa si sono fatti sentire, criticando la decisione della Commissione Europea di prolungare fino al 2007 gli aiuti finanziari per i produttori europei, aumentandone oltretutto il budget da 400 a 493 milioni di euro. Protezionsmo bello e buono, dicono. La commissaria europea per l’istruzione e la cultura Viviane Reding, si è difesa dicendo che Media, il principale programma di sovvenzioni per la cinematografia europea, «è necessario per lo sviluppo della produzione artistica e culturale» e che bisogna proteggere il cinema europeo da «possibili pressioni esterne». Media dovrebbe anche servire, secondo la Reading, a promuovere «lo sviluppo di una identità europea». Gli americani, per ora, si accontentano di mantenere il primato in tutte le sale del mondo. A loro il botteghino, a noi la Palma d’oro del protezionismo.
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