L’uomo venuto da lontano
Il Papa rilegge per noi la propria vita riferita al Vangelo, memoria di sé e della propria terra. è la terra che si china a baciare nei suoi viaggi per proclamare il Crocefisso all’umanità. «Prego per tutti ogni giorno». Nel suo “diario”, accanto alla sua storia, emerge la santità della Polonia e in essa il ruolo particolare della Madonna.
A Cracovia, all’Università Jagellonica, durante la persecuzione nazista, diventa docente in teologia. Voleva fare l’attore, ma ha scelto di essere prete. Subito si immerge nello studio ed in una intensa attività pastorale.Wojtyla vuole essere con la sua chiesa e con il mondo ogni momento. Al Concilio Vaticano Secondo (per imparare la Chiesa) e al Sinodo dei vescovi, la sintonia totale fra di loro sui problemi del mondo, sulla libertà religiosa nei luoghi in lotta, sul bisogno di un ampliamento culturale diventerà il suo stile di incontro con l’universo.
L’ultimo capitolo è un forte richiamo a non avere paura di annunciare la verità. La grazia sorregge nella prova, i martiri e i santi hanno portato la croce e il sacrificio. La disponibilità a testimoniare e a partire è stata l’esperienza del Papa in Terra Santa. Dal luogo dove l’ha condotto l’amore di Cristo ripete a noi come Gesù ai discepoli: «Alzatevi, andiamo!»
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