Dilemma turco

Di Bracalini Paolo
03 Giugno 2004
Entro la fine dell’anno gli stati membri decideranno sull’ingresso della Turchia nell’Ue.

Entro la fine dell’anno gli stati membri decideranno sull’ingresso della Turchia nell’Ue. Per il momento, gli europei non sembrano gradire. Il. Il commissario europeo per le Relazioni esterne Chris Patten, parlando al centro culturale islamico di Oxford, ha invece spiegato che «l’ingresso della Turchia è un fattore cruciale per evitare uno scontro di civiltà tra mondo occidentale ed islamico». Allora perché non includere, tanto per essere sicuri, anche Libia, Algeria, Marocco, o magari la Siria, si è chiesto qualcuno. Nonostante i progressi degli ultimi anni, infatti, la democrazia alla turca è ancora molto esotica. Prendiamo l’uguaglianza tra i sessi, per esempio. Nella parte orientale del paese vige ancora la regola secondo cui la donna è di proprietà degli uomini della famiglia e, di conseguenza, non gode di nessun diritto. La metà delle donne sono analfabete, e se si prova a chiedere ad una madre quanti figli ha, nominerà solo i figli maschi, perché le femmine non contano. Anche se la poligamia è proibita dalla legge, una donna su dieci convive con le “altre mogli” di suo marito, perché gli uomini si sposano secondo la legge con una donna e “secondo la legge religiosa” con le altre. Insomma, dubitare è lecito.

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