La Sardegna promessa

Di Nuvoli Sergio
10 Giugno 2004
Mr. Tiscali vs il bel Pili. L’antipolitica di Soru vs il governatore uscente pupillo del Cavaliere. La tormentata corsa verso la presidenza della Sardegna. A colpi di Internet, Tir, denunce e ring Tv

assari. Uno dei due pretendenti la palma di governatore ha girato la Sardegna, prima a piedi e ora con un Tir, facendo tappa nelle piazze di tutti i paesi dell’isola. L’altro ha inventato “Internet gratis” (con una società ormai nota in tutto il mondo) e dunque può girare il pianeta senza muoversi. Uno ha fatto il presidente della Regione per venti mesi, anche se i 150mila voti ottenuti alle precedenti elezioni gli avrebbero dovuto consentire di governare per cinque anni. Si presenta con l’impegnativo slogan “La forza dei fatti”. L’altro ha fatto di tutto per ridurre lo strapotere dei partiti, diventando in poco tempo l’alfiere dell’antipolitica (con un listino di sole donne, quasi tutte estranee alla politica, e i segretari dei partiti fortemente ridimensionati), si affida ad un sintetico “meglio Soru”, inventato per lui da Gavino Sanna, il mago della pubblicità. Intorno ha un partito, inventato dal nulla, fatto di politici radical-chic, qualche vecchio trombato, ed una certa parte di docenti universitari. Hanno in comune l’essere anagraficamente giovani e sardi, un look volutamente etnico, le accuse reciproche di essere stati imposti da Roma.

Gaffe e denunce
Lo scontro è molto aspro. I sondaggi danno in vantaggio Renato Soru, candidato per il centrosinistra, senza i sardisti (che corrono da soli, con il loro leader Giacomo Sanna), mentre Mauro Pili, per il centrodestra, è dato in forte recupero. Per la prima volta nell’isola si vota con la legge elettorale nazionale, e chi vince governa, forte di un premio di maggioranza simile a quello previsto per il Parlamento. Negli ultimi dieci anni, una legge elettorale in salsa sarda e un pasticciato regolamento del Consiglio hanno causato una dozzina di crisi di giunta, tra franchi tiratori e ripicche personali.
Mister Tiscali è andato ad Ottana, paesino del centro Sardegna, un tempo miraggio di reindustrializzazione, a dire che «la grande industria deve essere ridimensionata». L’ha detto davanti ad operai che rischiano il posto di lavoro da anni, e se ne è andato, in mezzo alle urla. Bagarre sui quotidiani. Dietrofront di Soru. Nottetempo, Pili e l’assessore all’Industria della sua giunta, Giorgio La Spisa (uno che da due anni fa la spola tra Cagliari e Palazzo Chigi per impedire lo smantellamento del tessuto industriale dell’isola), erano andati a parlare con gli operai davanti ai cancelli degli stabilimenti.
Giovedì scorso dibattito vero tra i due contendenti in Tv, sulla prima emittente televisiva sarda. Pili in difesa, Soru in nervoso attacco all’operato del suo avversario, esito del match incerto stando ai sondaggi, ma Soru si becca due denunce, una dal presidente dell’aeroporto di Cagliari-Elmas, accusato di non aver fatto vendere prodotti sardi, e una dagli stessi conduttori del programma, accusati davanti al leader della Margherita, Arturo Parisi, di aver favorito Pili passandogli in anticipo le domande.

Turismo traino dell’economia sarda? No, ICT, ricerca e agroalimentare
Negli ultimi cinque anni in Sardegna qualcosa si è fatto: l’assessore dell’Industria, quello della spola, è riuscito a far firmare un Accordo di Programma per la Chimica, con una dote di trecento milioni di euro, a far posare un cavo sottomarino che assicura la continuità territoriale telematica (con un consorzio di cui fa parte anche l’azienda di Soru) per il settore dell’Information Communication Technology che in Sardegna non è solo Tiscali, e ad impedire la chiusura di alcune realtà produttive. Dunque, l’Italia è più vicina, non solo per i biglietti aerei scontati per i residenti (risultato ottenuto da un deputato del centrosinistra, e realizzato dal centrodestra). Due anni fa, uno studio di un Centro in cui collaborano ricercatori dei due atenei sardi, ha spiegato che i settori più dinamici dell’economia sarda sono l’Ict, la Ricerca e Sviluppo, l’agroalimentare. Solo quarto il turismo. A Pula – a pochi chilometri da Cagliari – c’è un Parco scientifico e tecnologico, al cui vertice Pili ha rimesso il Nobel Carlo Rubbia. I tre settori più forti sono in grande crescita, con punte d’eccellenza non trascurabili nell’agro-industria, che con l’Ict è diventata nei mesi scorsi distretto industriale.

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