E la riforma va
La riforma della scuola avanza. Il 21 maggio il Consiglio dei ministri ha approvato i decreti attuativi sul diritto-dovere all’istruzione e l’alternanza scuola-lavoro. L’alternanza prevede che gli studenti della scuola secondaria – tutti, dalla formazione professionale al liceo classico – possano compiere parte della loro formazione in stage aziendali. Già oggi in alcuni casi avviene; la legge accoglie le migliori esperienze e le offre a tutto il sistema. Sfida interessante, perché costringerà scuole e imprese a dialogare affinché la formazione in azienda e quella in aula cooperino alla costruzione di quel capitale umano che è il fattore fondamentale di ogni sviluppo.
Il decreto sul diritto-dovere – che riguarda anch’esso l’intero sistema di istruzione – innova in modo più significativo nel campo dell’istruzione e formazione professionale. Stabilisce infatti che potrà svolgersi, a partire dai quindici anni, anche nell’apprendistato, con momenti obbligatori di formazione scolastica. Anche qui siamo di fronte a una svolta: il ministero rinuncia alla pretesa di regolamentare ogni dettaglio e lascia la determinazione di queste forme di collaborazione all’iniziativa di scuole e imprese.
Ma ancor più interessante è una voce che filtra da viale Trastevere. Dice che sindacati e Aran hanno siglato l’accordo sul tutor. Due righe per i non addetti: è la nuova figura introdotta dalla riforma, responsabile di una classe o di un gruppo di alunni. Nelle scorse settimane la resistenza passiva targata Cgil si è attestata qui: moltissime scuole si sono rifiutate di nominarli, col pretesto che non è una figura prevista dal contratto (come se la legge dovesse soggiacere ai contratti, e non viceversa…). Ora i vertici hanno firmato l’accordo che ne norma orari e compensi. Atto di saggezza. Dimostra che anche i sindacati, al di là delle urla di facciata, ormai capiscono che la riforma non può essere fermata, ma va accompagnata. Unico inghippo: non si può mostrare al popolo di essere scesi a compromesso con l’odiato nemico in piena campagna elettorale. Perciò l’accordo sarà annunciato il 17 giugno.
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