Noi votiamo Mauro (e Berlusconi)
Mauro sono io e, a quanto mi dicono loro, anche
gli amici e colleghi della redazione di Tempi.
Che ci crediate o no,
noi non siamo né sul libro paga di Berlusconi,
né abbiamo la tessera
di Forza Italia. Che ci crediate o no (ma potete sempre fare come Tommaso e mettere il dito nei nostri pubblici bilanci
e assetti societari), questo è il libero giornale di una libera bottega artigiana. Noi qui votiamo Mario Mauro, Forza Italia, perché è nostro amico, perché
è uno del popolo e perché eletto dal popolo già quattro anni orsono,
non ha mai smesso di fare il suo mestiere di insegnante e di educatore. Nel caso politico in questione, battendosi da Strasburgo per la libertà
di educare in Europa
e per la riforma Moratti
(di cui è uno degli estensori) in Italia.
Sappiamo inoltre del suo precendete mandato:
1. Che Mauro non si è occupato di pacifismi, ma di pace ricercata con la politica del sostegno a opere di carità, solidarietà e cooperazione internazionale. Di opere che fanno la pace sul terreno e non di belle bandiere sul balcone.
2. Che Mauro non si
è occupato di report sui “diritti umani”, ma di persone reali, in Africa
per esempio, salvando dalla lapidazione giovani sudanesi condannati dall’astratta e brutale legge della sharia.
3. Che Mauro non si
è occupato di politica come professione, ma di politica come educazione. Ed è precisamente tutto questo che vorremmo vincesse a Strasburgo.
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