Angeli ribelli

Di Simone Fortunato
17 Giugno 2004
Le sevizie subite da alcuni ragazzi in un collegio cattolico nell’Irlanda degli anni ’30.

Preti sodomiti che si inchiappettano i ragazzini nei bagni del collegio. Sacerdoti sadici che picchiano a morte adolescenti senza colpe. Alti prelati che insabbiano tutto: fustigate, docce gelate, violenze psicologiche e fisiche. Piove sul bagnato. Dopo aver scoperto le connivenze tra la Chiesa e la mafia ed aver denunciato la complicità di Pio XII con il regime nazista, dopo aver indicato in Giovanni Paolo II il mandante dell’omicidio Calvi e aver rivelato al mondo intero le mostruosità delle suore irlandesi, il Potere mette alla gogna il prete pedofilo e sadico. E getta nuovo fango sulla Chiesa cattolica. Con il beneplacito di tutta la stampa di regime che, inorridita, pretende «che la Chiesa chieda scusa con umiltà di fronte a queste vergogne». Solo presunte, del resto. Nell’Irlanda del 1939, in un collegio dominato dalle violenze della Chiesa, irromperà a portare la libertà un professore laico e comunista. Un film di stampo televisivo, carico di livore anticlericale e segnato da un moralismo esasperante che vorrebbe dividere il mondo in due: la Chiesa, cloaca di abomini imperdonabili da una parte, e la nostalgia di un mondo comunista libero e spensierato dall’altra.
Di A. Walsh
Con A. Quinn, I. Glen

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