Studenti rimandati
Liberazione degli ostaggi. Bruno Vespa mette in mezzo nel suo “Porta a Porta”, tanto per cambiare, il funeralesco Oliviero Diliberto, che replica, piccato e seccato. Breve “scazzottata” con il bravo Giuliano Ferrara, che gli ricorda la sua difesa della “la resistenza irakena”. Diliberto si infervora, impettisce, accusa il governo di centrodestra di essere schierato, secondo la sindrome dello “strapuntino”, con gli Stati Uniti di George Bush. Alla fine non sa più che pesci pigliare e si mette a difendere, lui, il Diliberto, la politica estera del “rinnegato” Bettino Craxi. è una “rivoluzione copernicana”, un colpo di teatro da ricordare all’urbe e all’orbe. Il Partito dei Comunisti Italiani, dopo anni, ha finalmente compreso che Bettino Craxi, il “rinnegato”, faceva una politica estera schierata a fianco dell’alleato americano, ma manteneva la sua indipendenza. è tonitruante il Diliberto, mentre invoca “Sigonella”, la mancata “concessione di basi americane”. Una resipiscenza, perché Diliberto, all’epoca dei missili Cruise e di Comiso, stava…dall’altra parte. è un parlamentare diligente Diliberto, ma purtroppo arriva sempre in ritardo con gli appuntamenti della storia. Il “craxiano” Diliberto è il classico allievo, di cui il maestro dice: «Signora suo figlio studia, però…».
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