Maestro Dante
Vale la pena di rileggere Dante: parola di Franco Nembrini, trenta anni di insegnamento vissuto con passione, pronto a imparare dai suoi ragazzi e sostenuto dall’incontro con l’amicizia cristiana.
Dante ci propone un percorso alla ricerca della verità di sé.
Il primo canto, quello della selva oscura, gli presenta subito la presenza amica: è Virgilio che lo sprona (Dio chiama Dante attraverso ciò che ama, la poesia. E i suoni, i paragoni, le similitudini lo mostrano). Il terzo canto è quello dei vili e degli ignavi, che non hanno scelto né il bene né il male. Nel quarto canto Dante capisce che c’è un nemico nell’anima, che deve riconoscere. Nel quinto canto, il Dante stilnovista e cristiano è gettato di fronte alla tempesta dei lussuriosi. La poesia malinconica e irripetibile narra di Paolo e Francesca, fino al venir meno della ragione in loro. Il canto XXVI racconta di Ulisse, il fraudolento, assetato di conoscenza fino a voler superare le colonne d’Ercole, abbandonando la patria e la famiglia, cioè la propria verità. Il conte Ugolino e i traditori sono negli ultimi due canti. Soni i due canti che maggiormente esigono il paragone con la propria esperienza umana.
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