A scuola sa chi fa scuola

Di Justin Mc Leod
17 Giugno 2004
«Oggi viviamo un momento particolare della storia dell’uomo. Direi, un momento magico

«Oggi viviamo un momento particolare della storia dell’uomo. Direi, un momento magico. La tecnologia ha infatti steso su tutto il mondo una “rete” capace di far circolare istantaneamente, in qualsiasi momento della giornata, informazioni e idee. Ecco il meraviglioso intreccio tra formazione e ricerca, tra comunicazione e mondo del lavoro, tra innovazione e produzione. In questo intreccio i giovani sono – devono essere – la forza vitale: con il loro entusiasmo e la loro energia creativa essi rappresentano la linfa che produce nuove idee. Per questo una società che sa guardare al proprio futuro, uno Stato che considera i cittadini non come sudditi da governare e da amministrare, bensì come protagonisti dello sviluppo, investono nei giovani. In tutto il mondo il fattore umano sta tornando al centro della scena economica e sociale». Così il ministro Moratti al convegno dei giovani industriali a Santa Margherita Ligure. Uno scenario idilliaco, un programma encomiabile. La realtà, forse, è ancora un po’ diversa.
Ma c’è chi non aspetta le direttive ministeriali, e si è messo all’opera. A Bologna è stata presentata “Bologna rifà scuola”, progetto nato da un’intuizione della preside del liceo “Malpighi”, Elena Ugolini. Alla conferenza stampa di presentazione c’erano il presidente della Compagnia delle Opere di Bologna, Fabio Catani, la presidente dei piccoli imprenditori dell’Emilia-Romagna, Silvia Noè, la presidente del comitato regionale dei giovani industriali, Federica Guidi, la dirigente regionale dell’istruzione Lucrezia Stellacci, il glorioso professore di letteratura italiana Ezio Raimondi, il presidente della Fondazione Carisbo, già magnifico rettore dell’Università di Bologna Fabio Roversi Monaco. Mondi diversi, storie diverse unite dal desiderio di costruire un circolo virtuoso fra scuola, impresa, società civile. Come è detto nel manifesto dell’iniziativa: «Educare è la questione decisiva nella vita di ogni persona, ad ogni età. Ed è una responsabilità di tutti. Rifare scuola significa offrire un punto di riferimento fondamentale per l’intera comunità, restituire a chi insegna la giusta autorevolezza e la passione vera per il mestiere più affascinante e difficile».

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.