LE DOMANDE DELLA STORIA

Di Ferrari Anna
01 Luglio 2004
Matteo Napoletano-Andrea Tornielli, Il Papa che salvò gli ebrei, ed. Piemme pp. 200, euro 12,50

I documenti dell’Archivio segreto vaticano ci presentano la figura dell’allora nunzio apostolico Eugenio Pacelli e le problematiche storico-politico-religiose di allora. Aiutato dai suoi collaboratori, riferendosi a Papa Ratti, egli sceglie di stare sempre dalla parte della Chiesa.
Eppure un antistorico e parziale approccio al suo atteggiamento lo accusa di cinismo, di freddezza, di un ambiguo rapporto con Hitler. La posizione della Santa Sede è di agire, con prudenza e con sguardo aperto: vuole combattere le violenze anticristiane, che provengano dal fronte nazista, bolscevico, fascista. Così ha salvato moltissimi ebrei, che tuttora conservano la loro gratitudine per l’ormai Papa Pacelli.
Il carattere realistico e deciso della Chiesa è confermato dalle encicliche Mit brennender Sorge e Summi Pontificatus sui rapporti con la Germania e il comunismo. Di fronte alla persecuzione nazista contro gli ebrei la Chiesa è sempre presente con aiuti concreti. Spesso le informazioni le giungono distorte ed imperversano anche pubblicamente accuse di stampo laico.
Nell’indimenticabile radiomessaggio del Natale 1951, il Papa auspica che le grandi potenze vivano il Vangelo, malgrado il pericoloso assalto dei media. E sogna che dalla guerra nasca un ordine politico cristiano.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.