Il Cav. e i Pot. Fort.
Non si fa fuori un ministro brillante e competente come Giulio Tremonti per il suo carattere un po’ ruvido e talvolta indisponente con gli alleati di governo. Ma forse questa volta l’ha capita il nostro amato Presidente: «Mi vogliono tenere sulla graticola? Stavolta nessuno mi ferma. Se mi fanno ridurre le tasse, bene, altrimenti tutti a casa». Applausi.
Dopo Tremonti niente piu’ alibi ma solo aut aut
Scusate, ma quando abbiamo letto che i conti li rifaceva il pur simpatico e molto corteggiato dalla sinistra ministro dell’Agricoltura anche a noi è scappato un po’ da ridere. Ma insomma, ci siamo detti, oltre alla politica degli “ogm zero” che perfino la vecchia Europa ha ripudiato ma che in Italia continua ad andare molto di moda (vuoi per gli abbracci trasversali che procura, vuoi per le decime alle varie filiere che assicura, cose che sono di “destra sociale” come noi siamo del Corriere della Sera), qui succede che la “rivoluzione liberale” finisce a tarallucci e partito della rendita statale. Comunque sia, il bello della politica è proprio questo: siccome non c’è niente di deterministico o di fatale nell’agire umano (questo lo credono gli Eugenio Scalfari e i Romano Prodi, che hanno entrambi, pur nella diversità di fideismo, una visione un po’ clericale e pessimistica della libertà umana) non è vero che una sconfitta, se compresa e osservata bene nelle sue ragioni, non possa immediatamente trasformarsi in una chance di vittoria. Dunque, dopo il caso Tremonti, Berlusconi sembra aver capito che adesso Fini è contento, Follini godrà e Lui è davanti a un aut aut: o fa la rivoluzione promessa, aggiungendo a quella della scuola, alla Biagi e ad altri provvedimenti niente male, il taglio delle tasse e le altre riforme compatibili con la realtà congiunturale europea; oppure consegnare chiavi in mano il Paese a un bel regimetto di poteri forti, coalizzati affinché tutto cambi perché nulla cambi, colaizzati affinché i casi Parmalat e Roma-Lazio football non insegnino niente a nessuno e perché Bankitalia si mantenga nella sua autarchia; affinché banche, finanza e Fiat tornino a fare e disfare governi in compagnia del partito di Repubblica e perché alla direzione del Corriere della Sera arrivi un clone di Ezio Mauro.
Se il Cav. perde la sfida, perde l’Italia (e pure la nostra argenteria)
È dura, ma se Berlusconi ci vuol provare a far uscire il suo governo dall’angolo dove lo vogliono portare (per dargliene di santa ragione, soprattutto adesso che li ha di nuovo battuti in quel di Bruxelles, dove nemmeno gli anonimi di Violante sono riusciti a ottenere un cartellino giallo per l’Italia), fa bene a dar retta all’Elefante che gli ha consigliato di tenersi l’interim, di prendere il coraggio a due mani e di realizzarlo Lui quel bel programma di sforbiciamento e semplificazione delle aliquote, tagli alla spesa, sussidiarietà fiscale e sociale che gli ha lasciato in eredità Giulio il Magnifico. Perché, vedete, cari politici del centrodestra che ci avete regalato troppe, e noiose, e sciocche baruffe chiozzotte, non smetteremo qui, nel nostro piccolo, di ricordarvi che la Casa delle Libertà è nata sulla base di ciò che si trova dattiloscritto nelle cartellette testamentarie dell’ottimo Tremonti: «Riforme vuol dire essenzialmente un progetto di società che fa crescere la libertà, il grado di responsabilità delle persone, delle famiglie, delle associazioni e, corrispondentemente, fa decrescere il peso dello Stato». Questa era la Casa delle Libertà. Se non lo è più, ditecelo, per favore. Che magari, “corrispondentemente”, la rimpiangeremo. E auguri a quelli che con L’Ulivo 3 e il Triciclo a 47 pedali vorrebbero portare a Tavola Italia una compagnia di banchetto che andrebbe da LCd Montezemolo al nuovo Prc inciuciato sotto lo spirito ecumenico veltroniano. Che sarebbe impresa ardua e sgradevolissima. Perché darebbe all’Italia un grande futuro dietro le spalle e a quelli del Nuovo Partito Statalista Italiano (con tanto di Cassa del Mezzogiorno e cupole di mezzibusti Tv, sindacati e magistrati combattenti) pure l’argenteria degli italiani.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!