del PROGRESSISMO antisemita

Di Tempi
15 Luglio 2004
Pur essendo rigoroso ed estremamente documentato, Gli antisemiti progressisti di Fiamma Nirenstein (Rizzoli) è un libro accessibile perché si snoda ed è avvincente come un romanzo.

Pur essendo rigoroso ed estremamente documentato, Gli antisemiti progressisti di Fiamma Nirenstein (Rizzoli) è un libro accessibile perché si snoda ed è avvincente come un romanzo. Ben sarebbe lo leggessero quelli a cui si ispira, i “progressisti”, quelli che per una strana degenerazione di cui non ci si è accorti in tempo hanno finito per alimentare la dicotomia tra ebrei “buoni”, accettabili perché vittime massacrate e “cattivi” perché si sono difesi e, peggio, hanno vinto e sopravvivono. Quelli che ripetendo il luogo comune «Israele è il cattivo, ai poveri palestinesi non resta che farsi saltare in aria» (ma non aggiungono «uccidendo donne e bambini») hanno creato la diffusa idea che il terrorismo islamico sia causato da Israele e avvalorano, a volte inconsapevolmente, la tesi ampiamente sfruttata dal nazismo panarabo che l’Olocausto sia ora cancellato grazie ai morti di guerre in cui Israele ha sempre risposto perché attaccato. Siccome poi l’America, il mostro numero uno, “di destra” per antonomasia, lo appoggia, Israele è di destra e chiunque non sia antiamericano e anti-israeliano è di conseguenza di destra. Ergo filonazista, ergo gli ebrei di Israele sono come i nazisti, ergo, per quella identificazione di antifascismo con la sinistra – propagata da Urss, satelliti e accoliti – chi è di sinistra è contro Israele. Di qui a essere antisemiti tout court il passo è breve. Tanto più che c’è ancora – o di nuovo – a chi non par vero di poter avere un “nobile” motivo per fomentare l’antico odio contro i perfidi giudei, da sempre accusati di nefandi crimini, e, proprio loro che non fan proselitismo e non incoraggiano le conversioni, di voler conquistare e dominare il mondo! Fiamma è molto brava nel dare la risposta giusta a ingiuste accuse, nel sottolineare con passione ma senza rabbia come in tutto il mondo – anche nel giornalismo angloamericano che è il meno anti-israeliano – ci sia un appiattimento sullo stereotipo Israele-Golia e palestinesi-Davide, il che si traduce nell’accettare senza controllare notizie e dati falsi come quelli sulla presunta strage di Jenin – mai rettificati con il rilievo necessario. Il terrorismo dice non sarà sconfitto se non quando cesserà l’antisemitismo e ciò può solo avvenire se si fa chiarezza sulla questione Israele e non lo si identifica con gli ebrei cattivi. Rieccoci al “progressismo” e alle storture che sotto il suo ombrello sono state propagandate. Che vanno dalla paura di sembrar razzisti se si criticano i musulmani a quella di provocarne la reazione. E a quello strano “pacifismo” esploso quando Fiamma e io eravamo ragazze comuniste – inconsapevoli utili idiote! – per cui gli eserciti regolari di governi regolarmente eletti sono cattivi e uccidono. Mentre quelli irregolari foraggiati da dittature comuniste o islamiche o tribali sono romantici e hanno ragione. Non importa che gli eserciti regolari in genere uccidano solo in guerra e in genere altri soldati. E che il terrorismo – straccione in apparenza ma in realtà miliardario – uccida indiscriminatamente.

Erica Scroppo

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