Mezzi e Fini
Una folgorante e-mail de il Riformista di qualche giorno fa, ci riporta alla situazione travagliata della politica italiana, purtroppo anche all’interno della maggioranza di governo.
Il senso di quel breve scritto era: ma questo Fini da quali mezzi è giustificato? In effetti, con tutta la comprensione per l’equilibrio e la compostezza del leader di Alleanza Nazionale in questi anni, per il buon senso dimostrato in passato, non abbiamo compreso la mossa un po’ a sorpresa dell’attacco, a week-end iniziato, contro l’asse d’equilibrio del governo Berlusconi. Va bene la “destra sociale”, va bene la voglia di rappresentanza, ma i problemi postelettorali di questo governo non possono essere giocati d’un colpo, con l’apertura di una “crisi al buio” che sembra legata più a problemi psicanalitici che politici. Anche perché, quando ci si gioca tutto in una mano, c’è il rischio di stare al tavolo da poker senza una fiche da incassare. In politica, come nel poker, esiste l’azzardo. Ma le regole sono diverse. La politica è conoscenza e uso dei rapporti di forza, con in più il sussidiario delle forme. Da questa complicata disciplina si può trarre il bene comune. Il poker ha forme e rapporti di forze. Ma il bene comune non c’entra mai. In definitiva, che fini si possono giustificare da quei mezzi?
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