EUROBOMBE CINESI
Ha solo scopi civili, dicono, anzi civilissimi: gestione del traffico aereo, ferroviario e stradale, protezione civile, opere pubbliche. Solo civili. Che bello. Ma come si dirà “Galileo” in cinese? Capita infatti che il nuovo e pubblicizzatissimo sistema di navigazione satellitare europeo “Galileo”, venduto al pubblico europeo come una grande conquista dello spazio firmata Ue e bla bla bla, venga poi venduto veramente alla Repubblica Popolare cinese. Ovvero ad uno storico avversario Nato. E che ai cinesi interessi molto per scopi tutt’altro che civili. Il Gps, a parte traffico, caccia e pesca e affini, serve a localizzare con la massima precisione un qualsiasi punto, e a pilotare al centimetro un missile o una smart bomb. Ai cinesi, che non hanno un sistema Gps (l’unico esistente finora è degli americani) e hanno pure l’embargo sulle armi, non pare vero. Ed è almeno paradossale che siano gli europei, innamorati – a parole – della pace perpetua, a fare la figura dei polli in salsa di soia. Le possibili conseguenze le spiega bene Richard North, analista del think tank conservatore britannico The Bruges Group: «Il progetto Galileo potrebbe rivelarsi un cavallo di Troia che alla fine distruggerà l’alleanza atlantica, e metterà fine a quel che resta della speciale relazione tra Usa e Gran Bretagna».
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