MOGLI E BUOI…
Dopo essere impazzita la mucca è diventata europea. Opera della Commissione di Bruxelles, che ha di recente proposto una modifica alle regole sulla tracciabilità e identificazione degli alimenti, in particolare del manzo. In un rapporto trasmesso ai quindici e al Parlamento europeo, la Commissione ha annunciato di voler introdurre la seguente nuova regola: indicare sull’etichetta, al posto del paese di provenienza, solo il marchio Ue. Bovino europeista adulto e vaccinato. Il motivo? Sradicare «la nazionalizzazione del commercio della carne bovina». Cosa voglia dire non è dato sapere. Ma pur non comprendendone il senso, non ci fidiamo. Subito dopo l’esplosione del caso mucca pazza, era stato introdotto un sistema per identificare e rendere trasparente la precisa provenienza della carne. D’accordo i dubbi sull’epidemia, le stranezze di tutta la faccenda eccetera. Ma sapere da dove arriva la bistecca che ci ritroviamo nel piatto non fa certo male. Con questa nuova direttiva, invece, la trasparenza andrebbe a farsi benedire. Solo per cancellare “la nazionalizzazione” del bovino e farci sentire europei anche in cucina? Ma a quanto pare, per la Commissione europea, è meglio un mucca pazza che una bistecca euroscettica.
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