Giorgio Forattini
Non importa se lei sia antisemita, tralasciamo la volontà alla base delle azioni, chi può davvero sapere cosa passi nella mente di ciascuno di noi? Restiamo ai fatti. Vignetta, davanti a un muro a forma di stella di Davide, Yasser Arafat sorride e dice: «è vero, il cemento gliel’ho fornito io, ma loro non me l’hanno pagato».
La battuta è semplice ed è semplicemente antisemita. Gli ebrei avidi, infidi, scorretti negli affari hanno buggerato il palestinese ingenuo. Arafat ha venduto allo Stato ebraico il cemento per “il muro dell’apartheid” e gli ebrei, come da antico pregiudizio, lo avrebbero raggirato. Inutile dire che non è vero, gli uomini di Arafat hanno intascato quei soldi, il punto è un altro. La riproposizione, anche tramite la diffusione di false leggende metropolitane, di vecchi paradigmi antisemiti. E non è la prima volta. In una scorsa vignetta, aveva fatto ricorso all’accusa di deicidio ed equiparato la sorte dei terroristi palestinesi a quella di Gesù.
Forattini, lei evidentemente deve essere un po’ fuori forma per darsi al vintage e ispirarsi alle battute del 1938. Non ci ha regalato nulla di nuovo, ma le sue vignette sono pronte per il museo, quello dell’antisemitismo.
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