CATTOLICI, NON BENEDITE LA MANO DI CHI VI ODIA

Di Gianni Baget Bozzo
05 Agosto 2004
Le bombe assassine del terrorismo islamico suicida hanno questa volta colpito direttamente le chiese di Mosul e di Baghdad.

Le bombe assassine del terrorismo islamico suicida hanno questa volta colpito direttamente le chiese di Mosul e di Baghdad.
C’è da meravigliarsene?
In realtà dietro l’Occidente Al Qaeda ha sempre visto la cristianità e quindi la Chiesa cattolica. Non a caso tutti gli obiettivi colpiti erano obiettivi delle Chiese unite a Roma.
Per Al Qaeda la cristianità è l’Occidente e l’Occidente è la cristianità: e cristianità e Occidente sono per Al Qaeda la Chiesa cattolica.
Da questo momento che gli obiettivi capitalistici siano sostituiti da obiettivi cattolici è nella logica di Al Qaeda e della storia. Forse vi era la coscienza di questo nella tendenza della diplomazia vaticana a coprirsi, nel regime di Saddam, con Tarek Aziz: ma era inevitabile che la guerra di Al Qaeda contro la cristianità e l’Occidente divenisse, prima o poi, una guerra contro le comunità cattoliche in Irak. Apprezzeremmo di più la politica vaticana del dialogo con l’islam, se pensassimo che essa sia cosciente della radicalità della sfida: l’ultimo obiettivo di Al Qaeda non può essere che la Chiesa cattolica. Ma pensare che l’appeasement con l’islam radicale sia possibile mediante il dialogo ecumenico con le religioni è solo un’illusione e un errore.
Le bombe di Baghdad e di Mosul rivelano quello che tutti sanno: e cioè che il nemico terminale di Al Qaeda non è l’Occidente ma il cristianesimo e soprattutto l’istituzione suprema del cristianesimo, la Chiesa romana.
Tarek Aziz non è servito a nulla perché a nulla è servita la volontà vaticana di distinguere la causa del cristianesimo e del cattolicesimo in particolare da quella dell’Occidente.
Noi non sappiamo se le minacce di Al Qaeda al territorio italiano siano vuote minacce. Il fatto che Prodi abbia introdotto in Italia la linea zapatera non è di buon auspicio. Osama Bin Laden può contare sulla ostilità della sinistra italiana alla presenza delle truppe in Irak come poté contare sul socialismo spagnolo. Inoltre il logorio del governo sotto i riflettori della “verifica” può aver dato l’impressione di una scissione tra popolo e governo analoga a quella spagnola.
Chi è oggi cattolico? Colui che benedice la mano di chi lo odia perché è cattolico? Il precetto evangelico che riguarda il singolo e invita a porgere l’altra guancia si applica anche agli stati ed ai popoli? Oppure occorre difendere il mondo musulmano stesso dalla ferocia della violenza del terrorismo suicida? Sono i soldati italiani a Nassiriya benemeriti della Chiesa o solo della nazione? Sono problemi che riguardano la coscienza dei cristiani oggi di fronte alla rivoluzione islamica e alla violenza terrorista.

bagetbozzo@ragionpolitica.it

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