NEUTRI? NO, REALISTI

Di Justin Mc Leod
05 Agosto 2004
Lo spazio è tiranno, e la sintesi a volte è nemica della chiarezza.

Lo spazio è tiranno, e la sintesi a volte è nemica della chiarezza. Così la scorsa puntata di “Lotta di classe” non è riuscita forse a spiegarsi a sufficienza. Poco male. Offre l’occasione di tornare sull’argomento la conferenza stampa organizzata la settimana scorsa a Palazzo Marino da Portofranco.
Per chi non lo sapesse, Portofranco è un’associazione, sorta qualche anno fa per iniziativa di un gruppo di insegnanti, che offre ai ragazzi delle scuole superiori un aiuto e un sostegno nello studio. Gratis. Col passare del tempo l’iniziativa, partita da Milano, si è diffusa in oltre trenta città italiane. E i numeri dei ragazzi che incontra sono impressionanti. A Milano sono circa cinquecento gli studenti che passano dalle sue aule. E almeno un centinaio sono islamici. Mentre gli insegnanti che fanno Portofranco sono cattolici. E non lo nascondono. E allora? E allora ecco un esempio di vera integrazione. La proposta chiara di una identità e di una tradizione, con cui tutti possono paragonarsi. Tutti sono invitati a conoscere seriamente i contenuti del percorso scolastico, che prevedono evidentemente lo studio della cultura cristiana e occidentale; nessuno è nemmeno lontanamente spinto ad aderirvi. Molti sono incuriositi, molti sono mossi dall’incontro ad approfondire la propria posizione; moltissimi si stupiscono di come gli “infedeli” siano capaci di farsi carico di loro e dei loro bisogni. Qualcuno, finita la scuola, ritorna da universitario ad aiutare i più piccoli. Insomma, dove le appartenenze sono messe a tema e valorizzate fino in fondo, il risultato è molto più spesso l’incontro che lo scontro. Non è così nella scuola di Stato, dove le diverse tradizioni sono programmaticamente censurate, o ridotte alla stregua di opzioni ultimamente insignificanti. E alla fine riemergono in modo separatista e tendenzialmente violento, come nel caso della classe islamica del liceo Agnesi. E allora la scuola imiti Portofranco. La pianti col mito impossibile della neutralità. Proclami a chiare lettere a quale ipotesi culturale si ispira. Così che tutti possano paragonarvisi, e vedere riconosciuta la propria. Così si lotta contro l’integralismo.

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