Beslan
Nei giorni immediatamente successivi alla strage di Beslan numerose personalità del mondo arabo islamico si sono pronunciate sui fatti accaduti. Proponiamo alcuni dei commenti che hanno fatto maggiormente sensazione. Abdulrahman al-Rashed, general manager della tivù Al Arabiya e titolare di una rubrica fissa su Asharq Al Awsat, il più importante quotidiano pan-arabo, in un commento dal titolo “La semplice verità: tutti i terroristi del mondo sono musulmani!” scrive: «I nostri figli terroristi sono il prodotto finale della nostra cultura corrotta. La maggior parte degli autori di operazioni suicide contro autobus, scuole ed edifici residenziali negli ultimi dieci anni è formata da musulmani». Per recuperare la propria immagine gli arabi devono anzitutto «riconoscere la scandalosa realtà», anziché cercare giustificazioni. «Il quadro è umiliante, doloroso e duro per tutti noi». Ali Abdullah, uno studioso islamico del Bahrein di scuola salafita (ultraconservatori), ha condannato l’attacco come “non islamico” affermando: «Non ho nessun dubbio che tutto ciò è opera degli israeliani, che vogliono infangare l’immagine dei musulmani e operano d’intesa coi russi che hanno un programma anti-musulmano in Cecenia». Omar Bakri, estremista islamico di origine siriana residente in Gran Bretagna e leader del gruppo radicale Al Muhajiroun, ha dichiarato in un’intervista al Daily Telegraph: «Se un musulmano irakeno compisse un attacco come quello di Beslan in Gran Bretagna, sarebbe giustificato, perché i britannici hanno compiuto atti terroristici in Irak. Purchè non uccida intenzionalmente le donne e i bambini. E se questi restassero colpiti nel fuoco incrociato, non ci sarebbe colpa da parte sua». Inoltre secondo Bakri «I mujaheddin (cioè i ribelli ceceni, ndr) non avrebbero voluto uccidere quelle persone, perché ai musulmani è strettamente vietato uccidere donne e bambini. È colpa dei russi».
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