PROVACI ANCORA, KOFI

Di Da Rold Gianluigi
23 Settembre 2004
Il segretario generale delle Nazioni Unite

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, dichiara, in un’intervista alla Bbc, che la guerra in Irak era “illegale”. Chissà perché lo dice adesso, a poco più di un mese dalle elezioni presidenziali Usa. Anche per chi ha sempre criticato l’intervento americano, le parole di Annan appaiono tardive e contraddittorie. Forse il segretario generale, al posto di rilasciare interviste, dovrebbe fare un poco più attenzione alla pachidermica istituzione che dirige. Ci sono tante cose “illegali” in questo mondo che dovrebbero essere non solo sottolineate, ma magari condannate con risoluzioni internazionali, nette e precise, soprattutto da parte di un’organizzazione mondiale che invoca il diritto internazionale come massimo regolatore della convivenza tra i popoli. Allora, che cosa aspetta, ad esempio, l’Onu del segretario generale Kofi Annan a definire “crimine di guerra” e “crimine contro l’umanità” l’azione dei kamikaze? Forse c’è qualche ostacolo nelle laboriose commissioni del Palazzo di vetro? Forse c’è qualche equilibrio politico da preservare all’interno dell’Onu ? Di fronte alla catena dei fallimenti dell’Onu, questa dichiarazione del “mite Kofi”, che radicalizza le contrapposizioni nel mondo occidentale, è da ricordare per la sua rara ipocrisia.

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