LE BUGIE DEGLI AMBIENTALISTI
«Non si respirerà un’atmosfera di libertà nelle nostre società, né si attuerà un’ecologia del buon governo fino a che si favorirà l’ideologia neomalthusiana oggi purtroppo ancora dominante in campo demografico», ha detto il cardinale Angelo Scola alla Fondazione Cini il 14 settembre: e Giovanni Paolo II aveva già spiegato che «la difesa della vita e la conseguente promozione della salute, specialmente nelle popolazioni più povere e in via di sviluppo, sarà ad un tempo il metro e il criterio di fondo dell’orizzonte ecologico a livello regionale e mondiale».
Arriva adesso in libreria Le bugie degli ambientalisti (Piemme, pagine 188, euro 12,50) scritto da Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari, con introduzione di Tullio Regge, che illustra quanto e come l’ideologia antivita e neomalthusiana abbia condizionato gli ultimi trenta anni della cultura ecologista. Il volume mostra come le argomentazioni apocalittiche in merito alla bomba demografica, alla scomparsa delle specie, alla distruzione delle foreste, alle conseguenze catastrofiche del riscaldamento globale, alla scarsità delle risorse ecc. si sono rivelate nella quasi totalità dei casi parziali e esagerate. In diversi casi si tratta di vere e proprie montature propagandistiche utilizzate per accrescere potere politico, influenza, notorietà, privilegi e proventi economici. Gli autori non si limitano a far vedere quanto inaccurate e errate siano state le previsioni ecologiste, ma denunciano la natura nichilista e contraria alla vita, alla famiglia ed al lavoro dell’ideologia che indica l’uomo come “cancro del pianeta”. Nelle conclusioni gli autori riportano le accuse di ecoimperialismo che da più parti del mondo si stanno levando contro certe associazioni ecologiste e svelano il piano di fare di una certa ideologia una nuova religione improntata su panteismo e neopaganesimo.
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