IN AUDITEL VERITAS
La verità è sempre scomoda, ma vale la pena di scoprirla e di affrontarla. Cerchiamo di comprendere la realtà antropologica di questo paese, di fronte alla tragedia delle due Simone rapite in Irak. Nella giornata del secondo comunicato, che cosa hanno guardato gli italiani in televisione? Hanno fatto zapping alla ricerca di notizie che riguardavano la sorte delle due ragazze? Si sono sintonizzati con i network stranieri che rincorrono ora dopo ora le notizie in tutto il mondo? è vero che l’offerta di informazione televisiva in Italia era limitata giovedì sera, come del resto quasi tutti i giorni. Però la contabilità dell’Auditel è lì, davanti agli occhi di tutti. La finale di “Veline” (34 per cento) ha inchiodato davanti al video più di nove milioni di italiani; il successivo avvio de “Il grande fratello” è stato visto dal 34 per cento degli spettatori. Per carità, nessun ragionamento di carattere moralistico. Ognuno può vedere quello che vuole e sintonizzarsi con la trasmissione che più gli aggrada. Si deve però almeno prendere atto che, nelle case italiane, la sorte delle due ragazze è meno coinvolgente delle lunghe cosce delle “Veline” e delle apparizioni televisive dei nuovi “grandifratellisti”. Meglio i sogni piuttosto che la realtà. Un bilancio dell’Auditel sgradevole? Certamente. Ma realistico per questa società.
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